Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

martedì 3 aprile 2018

SALVATI DALLA DIVINA MISERICORDIA



Il Vangelo della Domenica


SALVATI DALLA DIVINA MISERICORDIA


2a Domenica di PASQUA 


Quella sera, mentre le porte erano chiuse, Gesù entrò! Come? Da dove? C’erano per caso finestre aperte? No! manco quelle c’erano, perché per il corpo glorioso non esistono più porte e finestre chiuse, anzi, non esistono nemmeno più le porte e neanche i muri: Gesù entra, attraversandoli come niente fosse. Il suo corpo glorioso non è più tributario delle barriere invalicabili di muri e porte. Entra sovranamente libero, senza che niente glielo possa impedire, con le caratteristiche che avremo anche noi, nella vita gloriosa. Caratteristiche che san Tommaso d’Aquino descrive molto bene nella Somma Teologica e si riassumono in quattro: l’impassibilità, l’agilità, la sottigliezza e lo splendore. Grazie all’impassibilità, non soffriremo più, grazie all’agilità ci muoveremo alla velocità del pensiero, grazie alla sottigliezza non esisteranno più barriere … architettoniche e, grazie allo splendore, risplenderemo di luce gloriosa.
Quale pace? Gesù entra dunque e dice: “Pace a voi!” Lo dice ai discepoli sconvolti e spaventati, ma lo dice anche a noi! Chi non desidera la pace con tutto il cuore: pace nel mondo, nelle famiglie, nelle comunità, nei cuori! Ma questa pace è anzitutto una persona: dobbiamo avere Gesù vivo nel cuore per sentire la pace. Infatti il Signore ai discepoli riuniti nel cenacolo, non manda un messaggio che dice “vi mando la mia pace”, ma arriva lui in persona. E con la sua persona, arriva la pace.
Pace a noi, dunque! Quale pace? Pace dei pensieri, delle preoccupazioni, delle ansie, e dei vari mali che ci affliggono. Pace a voi: ossia guarigione delle ferite, dei ricordi del passato fatto a volte di peccati innominabili che la memoria vorrebbe dimenticare e di cui la coscienza non sopporta il peso. Come non avrà sopportato, la coscienza di Pietro, il peso del suo triplice rinnegamento. Eppure Gesù, che sicuramente non aveva dimenticato, offre a lui per primo, la sua pace.
Ci siamo o non ci siamo? Tommaso non c’era quel giorno e non crede. Non basta il ricordo a rendere viva una persona, ci vuole la presenza. Quante volte anche noi non ci siamo! Gesù è presente nel nostro cuore, ma noi chissà dove girovaghiamo, errabondi qua e là e non lo vediamo, non perché non ci sia lui, ma perché non ci siamo noi! Siamo altrove, chissà dove. Quando ritorneremo dal nostro vagabondare, Gesù dirà anche a noi: “Metti qua il dito nelle mie piaghe e non essere più incredulo ma credente.” E Gesù, ciò che dice, fa! “Per le sue piaghe siete stati guariti”. Ecco che le sue piaghe guariranno le nostre, purché nel nostro cuore non ci sia più l’incredulità. Perché le piaghe del risorto, “non grondano più sangue, ma irradiano luce” (A. Louf). “Bagliori di folgore escono dalle sue mani”, abbiamo letto nel cantico del venerdì santo.
Salvati dalla Misericordia Ma oggi è anche la festa della Divina Misericordia, quella che procede appunto dalle piaghe aperte di Gesù, e si riversa su di noi come un fiume che lava ogni colpa, ogni dolore e ogni pena. Gesù rivelò a Santa Faustina che chi si sarebbe affidato alla sua misericordia venerandone l’immagine, non sarebbe perito: “Prometto che l’anima che venererà questa immagine non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma soprattutto nell’ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come mia propria gloria”. Coraggio dunque amici: se rimaniamo in Lui, non siamo solo in cammino verso la gloria, ma siamo già sua propria gloria

WILMA CHASSEUR 
www.incamminocongesu.org

WILMA CHASSEUR, "LA NUOVA BEATITUDINE"



II Domenica di Pasqua (Anno B) (08/04/2018)
  Visualizza Gv 20,19-31
Oggi ci viene promessa una nuova beatitudine: quella del credere senza vedere.” Beati quelli che crederanno senza aver visto”. Ed è proprio quella che possiamo mettere in pratica noi del ventunesimo secolo che con gli occhi della carne, non abbiamo mai visto Gesù, né morto, né vivo né risorto. Ma crediamo che è morto, è vivo ed è risorto. E' questo la fede: credere senza vedere. Ma non basta credere senza vedere bisogna addirittura credere prima di vedere, perché quando chiediamo una grazia, se vogliamo ottenerla, dobbiamo credere prima. Se crediamo dopo averla ricevuta, quella non è fede ma è constatazione. La donna del Vangelo che disse ”se solo posso toccare la frangia del suo mantello sarò guarita” credette prima di vedere ed ottenne la grazia. E la Cananea ottenne addirittura la grazia con 110 e lode: “Grande è la tua fede và che tua figlia è liberata”. Questo è l'esame per l' ammissione all'università celeste.

Sensi esterni e sensi interni 
Tutti gli apostoli e non solo Tommaso, fecero una fatica nera a riconoscerlo dopo risorto: nella pesca miracolosa lo credono un fantasma; Maria lo scambia per il giardiniere, i discepoli di Emmaus lo scambiano per un pellegrino. Perché questo? Perché usavano solo i sensi esterni. Credere significa far funzionare invece i nostri sensi interni. Non abbiamo solo i sensi esterni ma abbiamo anche gli occhi della fede .In questa Festa della Divina Misericordia facciamo una domanda al Signore: “Gesù dove ti posso trovare nel mio cuore?” Chiedetegli che vi riveli il posto dove abita in voi. Io dove sia in voi non lo so, ma so che c'è ed è nella parte alta, nel piano superiore: cercatelo lì e lo troverete. 
Il test dei cristiani risorti 
Ora se volete fare un test per sapere se siete veramente risorti eccovi 5 regolette tratte dalla lettera di san Paolo ai Colossesi:1) Non siete più sotto il dominio della carne. Avete conquistato la libertà dello spirito e la legge del peccato non regna più in voi.2) “Se siete risorti con Cristo cercate le cose di lassù”. Quindi se cercate le cose di lassù significa che siete risorti, se invece siete ancora avvinghiati dalle cose di quaggiù siete ancora in Quaresima... affrettatevi ad entrare nel giusto tempo liturgico che è quello di Pasqua.3) “Trasferiti nel regno del Suo Figlio diletto”. Trasferiti al passato, cioè il trasloco è già fatto. Se con il corpo sono ancora qua, con lo spirito sono però già trasferito nei celi-4) “Non siete più sotto il potere della morte”. La morte non vi può più raggiungere perché siete ormai figli nel Figlio che ha definitivamente sconfitto la morte.5) “Eredi degli stessi poteri del Figlio”. Cioè i carismi: fede, miracoli, guarigioni, vittoria sugli spiriti maligni e tanti altri. 
Preghiera alla divina Misericordia 
Dio Padre Misericordioso che dal fianco squarciato del tuo diletto Figlio Unigenito, hai riversato su di noi lo Spirito Consolatore, chinati su di noi peccatori, risana le nostre ferite, sconfiggi ogni male e ogni tenebra, fa' che tutti i tuoi figli sperimentino la tua Misericordia, affinché in Te scoprano la fonte della gioia e della speranza. E contemplino le piaghe gloriose di Tuo Figlio” la cui maestà ricopre i cieli e il suo splendore è come la luce e bagliori di folgore escono dalle sue mani”.

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