Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.
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venerdì 13 ottobre 2017

1917-Fatima- 2017

Kairos:

Fatima è sempre nuova!


Di seguito il testo integrale dell’omelia pronunciata venerdì 13 ottobre 2017 da mons. António Marto, vescovo della diocesi di Leiria-Fatima, nella Messa di chiusura delle celebrazioni del centenario delle apparizioni mariane.
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“Fatima è sempre nuova per chi ripercorre la salita alla Serra de Aire e cerca di penetrare, sempre più profondamente, nei misteri del Messaggio di Nostra Signora, “Colei tutta vestita di bianco”, nelle Apparizioni del 1917 ai tre pastorelli, che furono oggetto e portavoce della sua materna benevolenza.”, affermò S. Giovanni Paolo II. Con quale emozione ascoltiamo oggi queste parole durante la chiusura del centenario delle Apparizioni! Per questo, è per me particolarmente emozionante presiedere a questa celebrazione eucaristica. Con il cuore pieno di allegria e di emozione desidero fin d’ora salutare tutti i pellegrini presenti; in particolar modo i cari bambini e bambine cui rivolgo un saluto affettuoso e amichevole e una speciale benedizione a nome della Madonna.
Qui ritorniamo come ogni pellegrino di Fatima, “con il rosario in mano, il nome di Maria sulle labbra e il cantico della misericordia di Dio nel cuore”. Tale cantico è il Magnificat, la cui bellezza venne espressa molto bene da Sofia de Mello Breyner: “Penso molte volte che il Magnificat sia forse il più bel poema che esiste. È un poema che annuncia, che non canta soltanto la terra come Omero. Tra due mondi, al crocevia della storia, una donna si alza e recita il poema della salvezza”. Avremmo potuto scegliere un cantico migliore per questo momento? Con esso, intimamente uniti a Maria, vogliamo proclamare e ringraziare le piccole e grandi meraviglie della grazia che Dio ha realizzato attraverso il suo messaggio a favore dell’umanità, della Chiesa e di milioni di pellegrini nel corso di questi cento anni.
“La mia anima fa grande il Signore…”: Fatima, riflesso della luce e della Bellezza di Dio 
Nelle apparizioni del 13 maggio e giugno, la Madonna ha offerto ai tre veggenti una straordinaria esperienza mistica dell’intimità di Dio e del suo amore. La luce che irradiava dalle sue mani materne li ha avvolti nell’oceano immenso della luce di Dio, della bellezza dell’amore di Dio, della sua intimità e santità. Rimasero davvero estasiati da Dio e se ne innamorarono. Esclamò infatti Francesco: “Mi è piaciuto molto vedere l’angelo; ma mi è piaciuto ancora di più vedere la Madonna. Ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata di vedere nostro Signore in quella luce che la Madonna ci ha messo nel petto. Io voglio tanto bene a Dio!!… Com’è Dio! Non si può dire[non possiamo dirlo]!”.
Nell’epoca attuale, in cui stiamo vivendo una certa indifferenza religiosa, una sorta di eclisse culturale di Dio, Maria ci invita oggi a scoprire il piacere e l’incanto di Dio e della sua bellezza, a proclamare che Dio è grande. Lei sa che se Dio è grande anche noi siamo grandi. La nostra vita non è oppressa, ma alta e piena: diventa grande nella bellezza e grandezza dell’Amore che salva. È perché Dio è grande anche l’essere umano è grande, in tutta la sua dignità.
È questa la prima conversione richiesta dal messaggio di Fatima: aprire il cuore a DioAmore e affidarci a Lui con la preghiera dei Pastorelli: “Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo”. È questa la grande priorità per il futuro della fede cristiana: rendere Dio presente, vicino e intimo al cuore umano, Dio amico degli uomini, fonte di umanizzazione, di fiducia nella bontà e nella bellezza della vita.
“La sua misericordia si estende di generazione in generazione”: Fatima, annuncio di Misericordia
Nel poema del Magnificat, Maria proclama la misericordia di Dio che si estende di generazione in generazione. Nelle Apparizioni a Fatima fece riecheggiare questo messaggio per l’umanità, minacciata di affondare nell’inferno di due guerre mondiali, con i genocidi di milioni di innocenti, e anche per la Chiesa ferocemente perseguitata e a rischio di essere annichilata da regimi totalitari. “È il dolore di mamma che l’obbliga a parlare; è in palio la sorte dei suoi figli” disse qui papa San Giovanni Paolo II.
La pagina dell’Apocalisse, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, illumina questo aspetto del messaggio. Pone davanti a noi il dramma della storia, nella figura simbolica della lotta tra il drago sanguinario e la donna fragile e indifesa.
Il drago è l’impressionante e inquietante rappresentazione di tutti i poteri del male e della violenza nel mondo. Sembra invincibile! Ma la figura della “donna vestita di sole e incoronata da dodici stelle”, simbolo della Chiesa e di Maria, ci dice che tali poteri non sono invincibili. Perché la misericordia di Dio è più potente della forza del male. Dio non vuole lasciare il mondo abbandonato, sommerso dalla tristezza e nel lutto dell’abbattimento e della solitudine.
Con il simbolo del suo Cuore Immacolato, coronato di spine, la madre celeste mostra che sente il dolore dei figli e viene in loro aiuto con il conforto della misericordia divina. Allo stesso tempo, questo messaggio è accompagnato dall’appello alla conversione e alla riparazione. La Madonna viene a prendere i suoi collaboratori nei disegni di misericordia affinché non si rassegnino alla fatalità del male. Anche oggi ci domanda, come fece ai Pastorelli: “Volete offrirvi a Dio” per essere suoi collaboratori nella riparazione del peccato del mondo? Non si può restare indifferenti al male, né tentare di eluderlo guardando dall’altra parte. Bisogna riparare quello che esso rovina, ricostruire ciò che esso distrugge nei cuori e nei rapporti con Dio, con gli altri e tra i popoli. Con lo scrittore Vitorino Nemésio possiamo affermare: “Con Fatima entrò un certo segnale di eternità negli adeguamenti della storia”.
Come succede ogni qualvolta siamo chiamati e avvertiti dalla madre, anche a Fatima ci sentiamo interpellati in modo serio e vigoroso dalla migliore di tutte le madri ad accogliere i suoi avvertimenti e a rispondere alle sue richieste. Papa Francesco lo ha ripetuto qui due volte: “Abbiamo una Madre”! Io oso aggiungere: sì, abbiamo una madre di tenerezza e di misericordia, solerte e paladina dei poveri, dei sofferenti, degli umili e degli umiliati, di chi è solo, degli abbandonati e degli emarginati dalla cultura dell’indifferenza.
Fatima, messaggio di pace
Fatima ci affida un messaggio profetico di speranza e non un segreto intimidatorio di paura; una parola di benedizione e non di maledizione; una promessa consolatrice di pace e non di distruzione: “Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà… e sarà concesso al mondo un periodo di pace”. Ossia, “alla fine, il Signore è più forte del male, e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia” (Benedetto XVI). La pace è un tema centrale del messaggio. Nel chiedere che si reciti il rosario per la pace tutti i giorni, la Madonna vuole raggiungere attraverso la preghiera una mobilitazione generale che conduca a un impegno attivo per la pace.
Desidero terminare con l’accorato appello di Papa Paolo VI, in questo stesso luogo cinquant’anni fa, rivolto agli uomini di tutto il mondo. Un appello così attuale ai tempi odierni in cui persistono le tensioni tra le grandi potenze e proseguono i conflitti che fanno pensare a una “terza guerra mondiale a puntate”, impera il terrorismo e la minaccia nucleare è così viva come allora. Ascoltiamo le parole di Paolo VI:
“Uomini, Noi diciamo in questo singolare momento, uomini, procurate d’essere degni del dono divino della pace. Uomini, siate uomini. Uomini, siate buoni, siate saggi, siate aperti alla considerazione del bene totale del mondo. Uomini, siate magnanimi. (…) Uomini, non pensate a progetti di distruzione e di morte, di rivoluzione e di sopraffazione; pensate a progetti di comune conforto e di solidale collaborazione. Uomini, pensate alla gravità e alla grandezza di quest’ora, che può essere decisiva per la storia della presente e della futura generazione; e ricominciate ad avvicinarvi gli uni agli altri con pensieri di costruire un mondo nuovo; sì, il mondo degli uomini veri, il quale non potrà mai essere tale senza il sole di Dio sul suo orizzonte.
(…) Vedete come il quadro del mondo e dei suoi destini qui si presenta immenso e drammatico. È il quadro che la Madonna ci apre davanti, il quadro che contempliamo con occhi esterrefatti, ma sempre fidenti; il quadro al quale ci appresseremo sempre – e ne facciamo promessa – seguendo il monito che la Madonna stessa ci ha dato; quello della preghiera e della penitenza; e voglia perciò Iddio che questo quadro del mondo non abbia mai più a registrare lotte, tragedie e catastrofi; ma le conquiste dell’amore e le vittorie della pace”.
Cari fratelli e sorelle: da Fatima irradiano verso tutto il mondo gli splendori della divina Grazia e Misericordia e gli avvertimenti profetici della Madre di Dio e degli uomini. “Lasciamoci guidare dalla luce che viene da Fatima. Il Cuore Immacolato di Maria sia sempre il nostro rifugio, la nostra consolazione e la via che ci conduce a Cristo” (Papa Francesco). E da bravi figli diciamo: cara mamma, dacci la tua benedizione!
† António Marto, Vescovo di Leiria-Fatima
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Fatima: “Quanto è bella la Signora del Rosario, Regina della Pace”

Di seguito il testo completo dell’omelia tenuta da mons. António Marto, vescovo della diocesi di Leiria-Fátima, nella Messa celebrata giovedì 12 ottobre in occasione della solennità della Dedicazione della Basilica di Nostra Signora del Rosario nel santuario mariano.
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Celebriamo oggi nella fede e allegria spirituale la solennità della Dedicazione della Basilica di Nostra Signora del Rosario.
Quanto sono amabili le tue dimore Signore dell’Universo!
Il ritornello del salmo responsoriale riassume bene il messaggio della Parola di Dio proclamato:
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore dell’universo! Queste parole sono un invito adelevare lo sguardo e il cuore molto più in alto di questo tempio fatto di pietre. In esso scopriamo il segno della presenza misteriosa di Dio che ha scelto di abitare in mezzo al suo popolo, che lo segue, lo visita e si riunisce nel suo amore, che fa di lui la Chiesa delle pietre viventi.
Quanto sono amabili le tue dimore, Signore! Queste parole vogliono essere un invito acontemplare colei in onore della quale è stata costruita questa basilica e di cui è titolare. “Io sono la Signora del Rosario”, è così che si presentò ai pastorelli qui a Cova da Iria, luogo in cui è venuta a visitarci con un messaggio in nome del Signore. Un aspetto di questo messaggio è precisamente la preghiera del Rosario affinché ci uniamo ancora di più a Gesù e invochiamo il dono della pace per il mondo.
Quanto è bella la Signora del Rosario, Regina della pace!
L’immagine tradizionale della Signora del Rosario rappresenta Maria con un braccio che protegge il Bambino Gesù e con l’altro offre la Corona del Rosario a San Domenico. Questa iconografia è molto significativa: mostra che il rosario è un mezzo offerto dalla Vergine per contemplare Gesù e, meditando sulla sua vita, amarlo e seguirlo sempre fedelmente. Fu la raccomandazione che la Madonna lasciò qui a Fatima cento anni fa. Ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco ha raccomandato con insistenza di recitare il rosario tutti i giorni, per conseguire la fine della guerra e il raggiungimento della pace.
Quanto è bella l’iconografia presentataci dalla Signora del Rosario in quanto Madre della Tenerezza che ci invita a lasciarci guidare da lei nella meditazione dei misteri di Cristo. Lapreghiera del Rosario ci aiuta a contemplare la bellezza del volto di Cristo e la profondità del suo amore con lo sguardo e il cuore della Madre, che è modello insuperabile della contemplazione  del Figlio. Attraverso la contemplazione dei misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi, nel susseguirsi delle “Ave-Maria”, contempliamo tutto il mistero di Gesù, dall’Incarnazione fino alla Croce e alla gloria della Resurrezione; contempliamo la partecipazione intima di Maria in questo mistero e anche la nostra vita con Cristo oggi, che è intessuta di momenti di allegria e di dolore, di ombre e di luce, di trepidazione e di speranza. Le stesse candele che questa sera hanno accompagnato la recitazione del rosario, innalzate in segno di lode e adorazione, significano anche la conversione di ogni persona e il suo passaggio verso una nuova esistenza illuminata da Gesù Cristo, il Mistero indicibile che contempliamo nei misteri del Rosario.
Quanto è bella la Signora del Rosario che a Fatima si presenta quale Madre di Misericordia e Regina della pace, che accompagna le sofferenze dei figli e offre Loro il suo Immacolato Cuore come rifugio e garanzia del trionfo dell’amore nei drammi della storia, chiedendo loro di collaborare recitando il rosario. Oggi vogliamo affidare all’intercessione della Vergine Madre, Nostra Signora del Rosario di Fatima, i nostri desideri più intimi, le speranze e i dolori dell’umanità ferita, i problemi del mondo e, in particolar modo, la grande causa della pace tra i popoli: “orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi! E dopo questo esilio mostraci Gesù, benedetto frutto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”!
† António Marto, Vescovo di Leiria-Fátima

domenica 14 maggio 2017

Papa Francesco a Fatima



Papa Francesco a Fatima (LaPresse)
Papa Francesco a Fatima (LaPresse)


www.ilsussidiario.net 

PAPA A FATIMA/ Francesco ha rimesso il mondo ai piedi della Signora "vestita di bianco"  

Papa Francesco è a Fatima, in occasione del centenario delle apparizioni della Madonna alla Cova da Iria. Ieri ha offerto a Maria un "chiesa vestita di bianco". CRISTIANA CARICATO 




leggoerifletto

GIOVANNI PAOLO II
Atto di affidamento e di consacrazione alla Vergine a Fatima il 13 maggio 1982 e a Roma il 25 marzo 1984

1. "Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio"! Pronunciando le parole di questa antifona, con la quale la Chiesa di Cristo prega da secoli, mi trovo oggi in questo luogo da Te scelto e da Te, Madre, particolarmente amato.
Sono qui, unito con tutti i Pastori della Chiesa in quel particolare vincolo, mediante il quale costituiamo un corpo e un collegio, così come Cristo volle gli Apostoli in unità con Pietro.
Nel vincolo di tale unità, pronunzio le parole del presente Atto, in cui desidero racchiudere, ancora una volta, le speranze e le angosce della Chiesa nel mondo contemporaneo.
Quaranta anni fa e poi ancora dieci anni dopo il tuo servo, il Papa Pio XII, avendo davanti agli occhi le dolorose esperienze della famiglia umana, ha affidato e consacrato al tuo Cuore Immacolato tutto il mondo e specialmente i Popoli che erano particolare oggetto del tuo amore e della tua sollecitudine.
Questo mondo degli uomini e delle nazioni ho davanti agli occhi anch'io oggi, nel momento in cui desidero rinnovare l'affidamento e la consacrazione compiuta dal mio Predecessore nella Sede di Pietro: il mondo del secondo millennio che sta per terminare, il mondo contemporaneo, il nostro mondo odierno!
La Chiesa memore delle parole del Signore: "Andate... e ammaestrate tutte le nazioni... Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matth. 28, 19-20), ha rinnovato, nel Concilio Vaticano II, la coscienza della sua missione in questo mondo.
E perciò, o Madre degli uomini e dei popoli, Tu che "conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze", Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, come mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al Tuo Cuore e abbraccia, con l'amore della Madre e della Serva, questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli.
In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno.
"Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio"!
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova!
Non disprezzare!
Accogli la nostra umile fiducia - e il nostro affidamento!

2. "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Io. 3, 16).
Proprio questo amore ha fatto sì che il Figlio di Dio abbia consacrato sé stesso: "Per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità" (ibid. 17, 19).
In forza di quella consacrazione i discepoli di tutti i tempi sono chiamati a impegnarsi per la salvezza del mondo, ad aggiungere qualcosa ai patimenti di Cristo a favore del suo Corpo che è la Chiesa (cfr. 2 Cor. 12, 15; Col. 1, 24).
Davanti a Te, Madre di Cristo, dinanzi al tuo Cuore Immacolato, io desidero oggi, insieme con tutta la Chiesa, unirmi col Redentore nostro in questa sua consacrazione per il mondo e per gli uomini, la quale solo nel suo Cuore divino ha la potenza di ottenere il perdono e di procurare la riparazione.
La potenza di questa consacrazione dura per tutti i tempi e abbraccia tutti gli uomini, i popoli e le nazioni, e supera ogni male, che lo spirito delle tenebre è capace di ridestare nel cuore dell'uomo e nelle sua storia e che, di fatto, ha ridestato nei nostri tempi.
A questa consacrazione del nostro Redentore, mediante il servizio del successore di Pietro, si unisce la Chiesa, Corpo mistico di Cristo.
Oh, quanto profondamente sentiamo il bisogno di consacrazione per l'umanità e per il mondo: per il nostro mondo contemporaneo, nell'unità con Cristo stesso! L'opera redentrice di Cristo, infatti, deve essere partecipata dal mondo per mezzo della Chiesa.
Oh, quanto ci fa male, quindi, tutto ciò che nella Chiesa e in ciascuno di noi si oppone alla santità e alla consacrazione! Quanto ci fa male che l'invito alla penitenza, alla conversione, alla preghiera, non abbia riscontrato quell'accoglienza che doveva!
Quanto ci fa male che molti partecipino così freddamente all'opera della Redenzione di Cristo! Che così insufficientemente si completi nella nostra carne "quello che manca ai patimenti di Cristo" (Col. 1, 24).
Siano quindi benedette tutte le anime, che obbediscono alla chiamata dell'eterno Amore! Siano benedetti coloro che, giorno dopo giorno, con inesausta generosità accolgono il tuo invito, o Madre, a fare quello che dice il tuo Gesù (cfr. Io. 2, 5) e danno alla Chiesa e al mondo una serena testimonianza di vita ispirata al Vangelo.
Sii benedetta sopra ogni cosa Tu, Serva del Signore, che nel modo più pieno obbedisci alla Divina chiamata!
Sii salutata Tu, che sei interamente unita alla consacrazione redentrice del Tuo Figlio!
Madre della Chiesa! Illumina il Popolo di Dio sulle vie della fede, della speranza e della carità! Aiutaci a vivere con tutta la verità della consacrazione di Cristo per l'intera famiglia umana del mondo contemporaneo.

3. AffidandoTi, o Madre, il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, Ti affidiamo anche la stessa consacrazione per il mondo, mettendola nel Tuo Cuore materno.
Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli stessi uomini d'oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla nostra contemporaneità e sembra chiudere le vie verso il futuro!
Dalla fame e dalla guerra, liberaci!
Dalla guerra nucleare, da un'autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!
Dai peccati contro la vita dell'uomo sin dai suoi albori, liberaci!
Dall'odio e dall'avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci!
Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale, liberaci!
Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci!
Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!
Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!
Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo, l'infinita potenza dell'Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!


/w2.vatican.va/_fatima.pdf
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ilsismografo.blogspot.it Papa a Fatima

 Nei tre segreti di Fátima. C’è poco da scherzare
L'Osservaore Romano

mercoledì 7 ottobre 2015

Io sono la Madonna del santo Rosario. Continuate nella recita del Rosario per la salvezza delle anime e la pace del mondo

   13 ottobre 1917: 

«Io sono la Madonna del santo Rosario.
Continuate nella recita del Rosario 
per la salvezza delle anime e la pace del mondo».
La promessa
Suor Lucia, nelle memorie che scrive per ordine del Vescovo, ricorda che la Madonna il 13 luglio le dice: «Voglio che veniate qui il 13 del mese che viene. Che continuiate a recitare tutti i giorni il rosario in onore della Madonna del rosario, per ottenere la pace al mondo e la fine della guerra, perché solo Lei li potrà aiutare».
Lucia, con la solita sua confidenza, chiede «Vorrei chiedervi di dirci chi siete; e di fare un miracolo perché tutti credano che Voi ci apparite».
La Madonna, con materna bontà, promette «Continuate a venire qui tutti i mesi. In ottobre dirò chi sono, quello che voglio e farò un miracolo che tutti vedranno e potranno credere».
Il 13 di agosto i veggenti mancano all’appuntamento perché impediti dall’autorità civile, ma il giorno 15, rientrati dalla “prigionia” come la chiama Lucia, si trovano con il loro gregge nella località Valinhos, vicino al paese e la Madonna rinnova la sua promessa: «Continuate ad andare a Cova da Iria il giorno tredici; continuate a recitare il rosario tutti i giorni. L’ultimo mese farò un miracolo, perché tutti credano».
Nell’apparizione di settembre la Madonna annuncia ancora il miracolo per il mese di ottobre, anzi assicura che vi sarà anche San Giuseppe con il Bambino Gesù, ma maternamente proibisce ai tre fanciulli certe loro penitenze. «Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda. Portatela solo durante il giorno».
L’apparizione di ottobre
La giornata del 13 ottobre si presenta piovosa, ma la pioggia torrenziale non impedisce alla gente di accorrere numerosa. Nemmeno il fango dei sentieri impedisce ai fedeli di inginocchiarsi in umile atteggiamento. “Arrivati a Cova da Iria, racconta Lucia, vicino all’elce, spinta da un movimento interiore, chiesi al popolo che chiudessero gli ombrelli per recitare il rosario. Poco dopo vedemmo il riflesso della luce e subito dopo la Madonna sull’elce”.
Lucia chiede con confidenza: “che cosa volete da me?” e la Madonna risponde: «Voglio dirti che facciano qui una cappella in mio onore; che io sono la Madonna del rosario; che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra terminerà e i militari torneranno tra breve alle loro case».
“Io avevo molte cose da chiedervi: se guarivate alcuni malati e la conversione di alcuni peccatori, ecc”. «Alcuni sì, altri no; è necessario che si correggano; che domandino perdono dei loro peccati»; – e assumendo un aspetto più triste – «che non offendano più Dio nostro Signore, che è già molto offeso».

“E, aprendo le mani le fece riflettere nel sole; e mentre si elevava, il riflesso della sua stessa luce continuava a proiettarsi contro il sole. Ecco, eccellenza reverendissima, il motivo per cui gridai che guardassero verso il sole. Il mio scopo non era quello di richiamare l’attenzione del popolo da quella parte, perché io non mi rendevo nemmeno conto della sua presenza. Lo feci solo perché trasportata da un movimento interiore che a ciò mi spinse”.
“Scomparsa la Madonna nell’immensa distanza del firmamento, vedemmo, vicino al sole, San Giuseppe col Bambino e la Madonna vestita di bianco con un manto azzurro. San Giuseppe e il Bambino parevano benedire il mondo, con dei gesti che facevano con la mano in forma di croce”.
“Poco dopo, svanita questa apparizione, vidi nostro Signore e la Madonna, che mi dava l’impressione d’essere la Madonna dei dolori. Nostro Signore pareva benedire il mondo, come aveva fatto San Giuseppe. Svanì questa apparizione e mi parve di vedere ancora la Madonna nelle vesti della Madonna del Carmine”.1
Il sole comincia a muoversi sobbalzando
Mentre Lucia, Francesco e Giacinta contemplano estatici i personaggi celesti, ha inizio il miracolo annunciato e tanto atteso; stupendo come nessuno avrebbe osato sperare. Lucia lo annuncia con il grido: “Guardate il sole!”.
Interessante la testimonianza del padre di Giacinta: “Noi guardavamo senza difficoltà il sole e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po’ in un modo, un po’ in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall’altro e colorava ogni cosa di differenti colori, gli alberi e il popolo, la terra e l’aria. Ma la cosa più stupefacente è che il sole non faceva male alla vista.
Tutto era quieto e tranquillo. Tutti tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, quando ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare e a saltare: si fermò un’altra volta e un’altra volta cominciò a danzare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile!...”.2



1 Lucia racconta Fatima. Memorie lettere e documenti (Brescia, Queriniana 1987).
2 Giovanni De Marchi, Era una Signora più splendente del sole (Torino, Missioni della Consolata, 1971).
                                                                                            
  Don Mario Morra sdb

7 OTTOBRE : Madonna del Rosario: 
     
IL ROSARIO: UNA BELLA E DOLCE 'ANTICAGLIA'


Il Rosario: una bella e dolce "anticaglia"L’episodio è noto. I personaggi pure. Da una parte Don Bosco, dall’altra il marchese Roberto D’Azeglio, senatore del Regno di Sardegna e amico del Re Carlo Alberto. Un uomo insomma che a Torino contava molto... in tutti i sensi. E in mezzo? Il Rosario.Il senatore aveva fatto una visita all’Oratorio di Valdocco. Gli onori di casa li fece lo stesso Don Bosco che gentilmente lo accompagnò nella visita. Il marchese vide i ragazzi che giocavano allegramente e li osservò anche mentre pregavano in chiesa. Espresse la sua viva compiacenza per quello che aveva visto, ma solo con una riserva. Definì tempo perduto quello occupato a recitare il Rosario. “Lasci, gli disse, di far recitare ai ragazzi quell’anticaglia di 50 Ave Maria infilzate una dopo l’altra”. 
Don Bosco lo guardò e gli rispose: “Ebbene, io ci tengo molto a tale pratica; e su questa potrei dire che è fondata la mia istituzione; sarei disposto a lasciare tante altre cose pure importanti, ma non 
questa”.
E poi con il suo abituale coraggio, soggiunse: “Anche, se fosse necessario, sarei disposto a rinunziare alla sua preziosa amicizia, ma mai alla recita del S. Rosario”.
L’amicizia si interruppe... ma la pratica del Rosario è continuata ... fino a oggi.Ma allora cos’è il Rosario, se per Don Bosco aveva molta più importanza dell’amicizia di un suo illustre benefattore? I papi ne hanno sempre ribadito l’importanza nella vita della Chiesa.Paolo VI ha scritto che lo scopo ultimo del culto alla beata Vergine Maria (quindi anche del Rosario) è di glorificare Dio e di impegnare i cristiani ad una vita del tutto conforme alla sua volontà. Pio XII lo ha definito “il compendio di tutto il Vangelo”.Quindi recitare questa preghiera mariana, proprio nella metodologia ripetitiva dell’Ave Maria, è “ritornare al Vangelo” e al suo centro, Gesù Cristo. È cioè riflettere e pregare, meditare e contemplare ciò che Lui ha fatto per noi. È richiamare alla nostra vita i misteri dell’incarnazione di Cristo per la nostra salvezza.In altre parole siamo portati, attraverso la preghiera, a pensare all’amore di Cristo per noi e a impostare, giorno dopo giorno, la nostra vita sul suo esempio. Questo lo facciamo chiedendo l’aiuto a Maria, Madre di Gesù e nostra. È quindi una preghiera mariana cristocentrica.Tutto valido anche oggi? La risposta è di Giovanni Paolo II: «Il Rosario della Vergine Maria... rimane, anche in questo Terzo Millennio... una preghiera di grande significato, destinata a portare frutti di santità. Non ha perso nulla della freschezza delle origini... per ridire, anzi “gridare” Cristo al mondo come Signore e Salvatore, come “la via, la verità e la vita”».
 
Tutte cose di cui anche noi, cristiani di oggi, moderni o post moderni, giovani o meno giovani, abbiamo bisogno, per continuare ad essere positivi e propositivi nel nostro mondo ricco di tecnologia e di benessere ma spesso povero di anima e di ideali.

                                                                                                         
Mario SCUDU sdb


Il Rosario? Sì, grazieIl Card. A. Ballestrero (1913-1998), da semplice carmelitano si chiamava Anastasio del Santo Rosario. La prima volta che fu ricevuto in udienza da Giovanni XXIII, questi gli disse: “Lei si chiama Anastasio del Santo Rosario. Ma lo dice il rosario?”. “Certo che lo dico”. “Quante poste dice?”. “Tutte e quindici”. “Tutti i giorni?”. “Sì”. “Bravo, anch’io faccio lo stesso, anche adesso che sono Papa e quando qualcuno mi chiede quando trovo il tempo, dico a tutti che basta volere e il tempo c’è sempre”.





PREGHIRA DI SAN BERNARDO

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile ed alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore
per lo cui canto nell’eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridiana face
di caritate; e giuso, intra i mortali,
sè di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua disianza vuol volar sanz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi dimanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura e’ di bontate.
                             Dante Alighieri, Paradiso canto XXXII


IMMAGINI:
 Nel Giudizio Universale della Cappella Sistina, Michelangelo ha un curioso particolare “mariano”. Accanto alla maestosa figura di Gesù, giudice giusto, c’è una dolce immagine di Maria, col capo rivolto in basso verso un angelo, che con una fune solleva verso l’alto due fedeli. Questa fune di salvezza è una corona del Santo Rosario. È una felice intuizione del grande artista sull’efficacia della mediazione di Maria, accanto a suo Figlio, nel salvare l’umanità dalla perdizione e nell’aprirla alla speranza. 

www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Esempi/10-12/06-Rosario-Preghiera-S-Bernardo

(memoria facoltativa)

Il 13 maggio del 1917 tre bambini pascolavano un piccolo gregge nella Cova da Iria, frazione di Fatima, comune di Villa Nova de Ourém, oggi Diocesi di Leiria-Fatima. Si chiamavano Lucia de Jesus, di 10 anni e i suoi cugini Francesco e Giacinta Marto, di 9 e 7 anni (beatificati dal Servo di Dio Pp Giovanni Paolo II il 13 maggio 2000).
Verso mezzogiorno, dopo aver recitato il rosario, come facevano abitualmente, si intrattennero a costruire una piccola casa con pietre raccolte sul luogo, dove oggi sorge la Basilica.All´improvviso videro una grande luce; pensando che si trattasse di un lampo decisero di andarsene, ma sopraggiunse un altro lampo che illuminò il luogo e videro sopra un piccolo elce (dove ora si trova la Cappellina delle Apparizioni) una “Signora più splendente del sole” dalle cui mani pendeva un rosario bianco.La Signora disse ai tre Pastorelli che era necessario pregare molto e li invitò a tornare alla Cova da Iria :«...Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi di seguito, il 13, a questa stessa ora. In seguito, vi dirò chi sono e che cosa voglio. Dopo ritornerò ancora qui una settima volta...Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra..» I bambini così fecero nei giorni 13 giugno:«...Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore immacolato. A tutti coloro che aderiranno a questa devozione, io prometto la salvezza; le loro anime saranno gradite a Dio come fiori deposti da me sul Suo trono...»; 13 luglio :«... Se si darà ascolto alle mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la pace... Il santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, e verrà concesso al mondo un periodo di pace. Quando reciterete il Rosario, dopo ogni decina dite: “O Gesù mio! Perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente quelle che più ne hanno bisogno.”... »; 19 agosto (l´apparizione ebbe luogo nella località "dos Valinhos" a circa 500 metri da Aljustrel, perché il giorno 13 i bambini furono sequestrati dal sindaco e portati a Villa Nova de Ourém) :«... Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13, e che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni... »; 13 settembre :«... Continuate a dire il rosario per ottenere la fine della guerra... ». Nell´ ultima apparizione, il 13 ottobre, alla presenza di circa 70.000 persone, la Signora disse «... Voglio dirti che si costruisca qui una cappella in mio onore. Io sono Nostra Signora del Rosario. Che si continui sempre a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i militari rientreranno presto a casa...»Dopo l´apparizione, tutti i presenti furono testimoni del miracolo promesso ai tre bambini nei mesi di luglio e di settembre: il sole, simile ad un disco d´argento, che poteva essere fissato senza difficoltà, girava su se stesso come una ruota di fuoco e sembrava che volesse precipitare sulla terra. La notizia dell’accadimento comparve in prima pagina sul quotidiano O Século, di Lisbona, il 15 ottobre 1917. Più tardi, quando Lucia era già Religiosa di S. Dorotea, la Madonna le apparve nuovamente, in Spagna (il 10 dicembre 1925 e il 15 febbraio 1926, nel Convento di Pontevedra e ancora nella notte tra il 13 e il 14 giugno del 1929 nel Convento di Tuy) chiedendo la devozione dei primi cinque sabati del mese (recitare il rosario meditandone i misteri, confessarsi e ricevere la S. Comunione, in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria) e la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato. Questa richiesta la Madonna l’aveva già annunciata il 13 luglio 1917.Alcuni anni più tardi, Lucia rivelò ancora che, tra i mesi di aprile e di ottobre del 1916, apparve ai tre Veggenti un Angelo per tre volte: due volte alla "Loca do Cabeço" e una volta al pozzo nell´orto della casa di Lucia. In queste Apparizioni l´Angelo li aveva invitati alla preghiera e alla penitenza. Dal 1917 non hanno mai cessato di andare alla Cova da Iria migliaia e migliaia di pellegrini di tutto il mondo; inizialmente soprattutto nei giorni 13 di ogni mese, in seguito durante i periodi di ferie estivi e invernali e adesso sempre di più nei fine settimana e nei giorni feriali, per un totale annuale di circa quattro milioni di pellegrini. La Consacrazione del Mondo al Cuore Immacolato di Maria, ebbe luogo in Piazza S. Pietro, in Vaticano, il 25  Marzo 1984. Per quell’occasione, San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), chiese la presenza della statua della Madonna di Fatima, venerata nella Cappellina delle Apparizioni.Davanti alla statua, il Papa ripeté l’Atto di Affidamento e di Consacrazione che aveva fatto a Fatima il 13  Maggio del 1982 di cui le ultime parole, rivolte alla Madonna, furono : « Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società! Aiutaci con la forza dello Spirito Santo a vincere tutti i peccati: il peccato dell’uomo e il “peccato del mondo”, infine il peccato in tutte le sue manifestazioni. Che si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza salvifica della Redenzione: la forza infinita dell’Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Che esso trasformi le coscienze! Che si manifesti per tutti, nel Tuo Cuore Immacolato, la luce della Speranza! » .

Per approfondimenti:



Fonti principali : santuario-fatima.pt; vativan.va (“RIV./gpm”).