Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.
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sabato 22 luglio 2017

Sentirci benedetti


immagini da leggoerifletto:

                                                          la-benedizione-don-bruno-ferrero



Nella comunità dell’Arca dove aveva deciso di vivere, dopo una vita passata nel mondo universitario,un giorno, il celebre Padre Henri Nouwen, fu avvicinato da una handicappata della comunità che gli disse: "Henri, mi puoi benedire?"
Padre Nouwen rispose alla richiesta in maniera automatica, tracciando con il pollice il segno della croce sulla fronte della ragazza.
Invece di essere grata, lei protestò con veemenza: "No, questa non funziona. Voglio una vera benedizione!"
Padre Nouwen si accorse di aver risposto in modo abitudinario e formalistico e disse:  "Oh,scusami… ti darò una vera benedizione quando saremo tutti insieme per la funzione".
Dopo la funzione, quando circa una trentina di persone erano sedute in cerchio sul pavimento, Padre Nouwen disse: "Janet mi ha chiesto di darle una benedizione speciale. Lei sente di averne bisogno adesso".
La ragazza si alzò andò verso il sacerdote, che indossava un lungo abito bianco con ampie maniche che coprivano sia le mani che le braccia. Spontaneamente Janet lo abbracciò e pose la testa contro il suo petto. Senza pensarci, Padre Nouwen la avvolse con le sue maniche al punto di farla qusi sparire tra le pieghe del suo abito.
Mentre si tenevano l’un l’altra Padre Nouwen disse: "Janet, voglio che tu sappia che sei l’Amata Figlia di Dio. Sei preziosa agli occhi di Dio. Il tuo bel sorriso, la tua gentilezza verso gli altri della comunità e tutte le cose buone che fai, ci mostrano che bella creatura tu sei. So che in questi giorni ti senti un po’ giù e che c’è della tristezza nel tuo cuore, ma voglio ricordarti chi sei: sei una persona speciale, sei profondamente amata da Dio e da tutte le persone che sono qui con te".
Janet alzò la testa e lo guardò; il suo largo sorriso dimostrò che aveva veramente sentito e ricevuto la benedizione.
Quando Janet tornò al suo posto, tutti gli altri handicappati vollero ricevere la benedizione. Anche uno degli assistenti, un giovane di ventiquattro anni, alzò la mano e disse: "E io?"
"Certo" rispose Padre Nouwen. "Vieni".
Lo abbracciò e disse: "John, è così  bello che tu sia qui. Tu sei l’Amato Figlio di Dio. La tua presenza è una gioia per tutti noi. Quando le cose sono difficili e la vita è pesante, ricordati sempre che tu sei Amato di un amore infinito".
Il giovane lo guardò con le lacrime agli occhi e disse: "Grazie, grazie molte".

La sensazione di essere maledetti spesso colpisce più facilmente che la sensazione di essere benedetti.
Dobbiamo imparare di nuovo il senso e la bellezza della benedizione.
E quando le cose sono difficili e la vita è pesante ricordati chi sei: sei una persona speciale, sei profondamente amato da Dio e da tutte le persone che sono con te”.

„La benedizione di Dio non è né ricchezza né salute né fortuna, ma semplicemente la luce: luce interiore, luce per camminare e scegliere, luce da gustare. Dio benedice con la luce: vale a dire ponendoti accanto persone dal volto e dal cuore di luce. Cui dire: mi basta vederti. Per sapere che Dio c'è, che Dio è luce. E il tuo cuore ti dirà che tu sei fatto per la luce.“   

Ermes Ronchi

Gentilezza= tenerezza

domenica 5 febbraio 2017

Prometto che delle persone che conosco dirò solo il bene. E se non vi sarà nulla di bene da dire starò zitto.

leggoerifletto

Il giuramento – don Bruno Ferrero

Un antico imperatore cinese fece, un giorno, un solenne giuramento: "Conquisterò e cancellerò dal mio regno tutti i miei nemici". 
Un po' di tempo dopo, i sudditi sorpresi videro l'imperatore che passeggiava per i giardini imperiali a braccetto con i suoi peggiori nemici, ridendo e scherzando. "Ma..." gli disse sorpreso un cortigiano "non avevi giurato di cancellare dal tuo regno tutti i tuoi nemici?". "Li ho cancellati, infatti", rispose l'imperatore. "Li ho fatti diventare tutti miei amici!". Un uomo aveva deciso di curare il praticello davanti alla sua casetta, per farne un perfetto tappeto verde "all'inglese". Dedicava al suo prato tutti i momenti liberi. Era quasi riuscito nel suo intento, quando, una primavera, scoprì che nel suo prato erano nati alcuni tarassachi, dai brillanti fiori gialli. Si precipitò a sradicarli. Ma il giorno dopo altri due fiori gialli spiccavano nel verde del prato. Comprò un veleno potente. Niente da fare. Da quel momento, la sua vita divenne una lotta contro i tenaci fiori gialli, che a ogni primavera diventavano più numerosi. "Che posso ancora fare?", confidò scoraggiato alla moglie. "Perché non provi ad amarli?", gli rispose tranquilla la moglie. L'uomo ci provò. Dopo un po', quei brillanti fiori gialli gli sembrarono un tocco d'artista nel verde smeraldo del suo prato. Da allora vive felice.Quante persone ci irritano... Forse dovremmo provare ad amarle...

- Don Bruno Ferrero - 



Prometto che delle persone che conosco dirò solo il bene.
E se non vi sarà nulla di bene da dire starò zitto.

- San Giovanni XXIII, papa -



O Spirito Santo, mio Dio, io do me stesso a te
con tutta la mia libertà, 
con tutto il mio intelletto, cuore e volontà.
Desidero essere a te legato perché dov’è 
lo Spirito del Signore lì c’è la libertà.
Nessun’altra libertà è vera.
Io desidero essere libero
dai ceppi della mia falsa libertà,
che è la peggior schiavitù dell’anima.
Figli di Dio sono coloro che dallo Spirito di Dio 
si lasciano guidare.
Prendimi, o santo Spirito, per tuo discepolo.
Guidami, rischiarami, santificami,
legami le mani per non fare alcun male.
Purifica il mio cuore
perché il male non dimori più in me.
Sii tu la mia guida:
dove mi condurrai, io verrò con te.
Qualunque cosa mi vieterai, non la farò.
Qualunque cosa mi comanderai, 
con la tua forza, la eseguirò. Amen.

- Card. H. E. Manning -




Buona giornata a tutti. :-)

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giovedì 24 dicembre 2015

“Sai che domani è Natale?”

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Eliogabalo e Matusalemme - don Bruno Ferrero

Il piccolo e zoppo Matusalemme ed Eliogabalo (detto Gabalo) erano due ragazzi poveri della città. 
Avevano sempre vissuto, dalla nascita, nel collegio dei ragazzi poveri. “Sai che domani è Natale?” chiese Gabalo, un giorno che tutti e due stavano spalando la neve dall’ingresso dell’istituto. “Ah, davvero?” rispose Matusalemme. “Spero proprio che la signora Pynchum non se ne accorga. Diventa particolarmente antipatica nei giorni di festa!”. 
L’antipatica signora Pynchum era la direttrice dell’Istituto dei poveri, ed era temuta da tutti. Matusalemme proseguì: “Gabalo, tu credi che Babbo Natale ci sia davvero?”. “Certo che c’e".  “E allora perché non viene mai qui alla Casa dei Poveri?”. “Beh”, rispose Gabalo, “noi stiamo in una strada tutta curve, lo sai no? 
Forse Babbo Natale non riesce di trovarla”. 
Gabalo cercava sempre di mostrare a Matusalemme il lato bello delle cose, anche quando non c’era! 
Proprio in quel momento un’automobile investì un povero cane che cadde riverso sulla neve. 
Gabalo corse subito in suo aiuto e vide che aveva una zampa rotta. Fece una stecca e fasciò strettamente la zampa del cane. 
Gabalo lesse sul collare che il cane apparteneva al dottor Carruthers, un medico famoso nella città. Lo prese in braccio e si avviò verso la casa del dottore. 
Il dottore aveva una gran barba bianca, lo accolse con un sorriso e gli chiese chi aveva immobilizzato e steccato cosi bene la zampa del cane. “Perbacco, io, signore”, rispose Gabalo e gli raccontò di tutti gli altri animali ammalati che aveva guarito. “Sei un ragazzo davvero in gamba!” gli disse alla fine il dottor Carruthers guardandolo negli occhi. 
“Ti piacerebbe venire a viver da me e studiare per diventare dottore?”. Gabalo rimase senza parole. 
Andare lontano dalla signora Pynchum e non essere più uno “della Casa dei Poveri”, diventare un dottore! “Oh, oh s—s—sì, signore! Oh... Improvvisamente la gioia svanì dai suoi occhi. 
Se Gabalo se ne andava, chi si sarebbe preso cura del piccolo e zoppo Matusalemme? “Io... io vi ringrazio, signore” disse. “Ma non posso venire, signore!”. E prima che il dottore scorgesse le sue lacrime corse fuori dalla casa.. 
Quella sera, il dottor Carruthers si presentò all’istituto con le braccia cariche di pacchetti. Quando Matusalemme lo vide cominciò a gridare: “E’ arrivato Babbo Natale!”. Il dottore scoppiò a ridere e, mentre consegnava al ragazzo un pacchetto dai vivaci colori, notò che zoppicava e gli fece alcune domande. Dopo un attimo, il dottor Carruthers disse: “Conosco un ospedale in città dove potrebbero guarirti. Hai parenti o amici?”. “Oh, sì”, rispose subito Matusalemme, “ho Gabalo!”. 
Il dottore lanciò uno sguardo penetrante a Gabalo. “E’ per lui che non hai voluto venire a stare da me, figliolo?”. 
“Beh, io... io sono tutto quello che lui possiede”, rispose Gabalo. Il dottore, profondamente commosso, disse: “E se prendessi anche Matusalemme con noi?”. Questa volta a Gabalo non importò che tutti vedessero le sue lacrime, e Matusalemme si mise a battere le mani dalla gioia. Naturalmente non sapeva che sarebbe guarito e che un giorno Gabalo sarebbe diventato un chirurgo famoso. 
Tutto quello che sapeva era che Babbo Natale aveva trovato la strada dei poveri e che lo portava via con Gabalo.

- don Bruno Ferrero -
da: "365 storie per l'anima", ed. Elledicì




“Siamo sposi, quando nello Spirito Santo l’anima fedele si congiunge al Nostro Signore Gesù Cristo. Siamo suoi fratelli, quando facciamo la volontà del Padre che è nei cieli. Siamo madri, quando lo portiamo nel cuore e nel corpo nostro per mezzo del divino amore e della pura e sincera coscienza, e lo diamo alla luce per mezzo della santa operazione che deve risplendere agli altri in esempio.
Oh, come è glorioso, santo e grande avere in Cielo un Padre!
Oh, come è santo, fonte di consolazione, bello e ammirabile avere un tale Sposo! 
Oh, come è santo e come è caro, piacevole umile, pacifico, dolce, amabile e desiderabile sopra ogni cosa avere un tale Fratello e un tale Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo”.
- san Francesco d'Assisi - 




...Siamo troppo orgogliosi per vedere Dio. Ci succede come a Erode e ai suoi teologi specialisti: a questo livello non si ode più alcun angelo cantare. 
A questo livello ci si sente solo minacciati o annoiati da Dio. 
A questo livello non si vuole più essere la "sua gente", proprietà di Dio, bensì si vuole appartenere solo a se stessi. Di conseguenza non possiamo più accogliere colui che viene nella sua proprietà; per questo dovremmo infatti cambiare noi stessi e riconoscerlo come il proprietario.
Egli è venuto come bambino per spezzare la nostra superbia. 
Forse davanti alla potenza, davanti alla sapienza avremmo capitolato. 
Egli però non vuole la nostra capitolazione, ma vuole il nostro amore. 
Ci vuole liberare dal nostro orgoglio e renderci così veramente liberi. Lasciamo perciò che la gioia di questo giorno entri tranquillamente nella nostra anima. Essa non è un'illusione. 
E' la verità. La verità - quella ultima, quella reale - è bella, è buona, e l'incontro con essa rende l'uomo buono...

- Card.Joseph Ratzinger  - 
da "La benedizione del Natale" 






















Buona giornata a tutti. :-)

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