Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

sabato 2 gennaio 2016

II dopo Natale ...

AlzogliOcchiversoilCielo


Posted: 01 Jan 2016 11:47 AM PST
Posted: 01 Jan 2016 11:49 AM PST
Un abisso di luce 
3 gennaio 2016 
II dopo Natale 
Commento al Vangelo 
di ENZO BIANCHI 
dal sito del Monastero di Bose

Gv 1,1-18 
Continua a leggere.....

"Hai un momento Dio?" “Che cosa ti offriremo, o Cristo, per esserti mostrato sulla terra per noi quale uomo?

Che cosa ti offriremo, o Cristo

“Che cosa ti offriremo, o Cristo,
per esserti mostrato sulla terra per noi quale uomo?
Ognuna delle creature uscite dalle tue mani
porta la sua testimonianza di gratitudine:
gli angeli il loro canto,
i cieli la stella,
i Magi i loro doni,
i pastori la loro adorazione,
la terra la grotta,
il deserto la mangiatoia.
Ma noi uomini ti offriamo una Vergine Madre”. 


(liturgia bizantina)




«… e gli auguri Nostri riguardano ogni bene; ogni bene migliore; ogni bene desiderabile. Essi attingono alla sorgente di ogni bene, che è Dio; e non temono d'essere troppo abbondanti e troppo audaci. 
Essi osano aspirare anche ai beni più grandi e più difficili! 
Sì, Noi vogliamo con i Nostri voti confortare la speranza di ogni cuore; e la speranza del mondo. 

- Beato Paolo VI, papa - 


Nuovo anno

Cosa posso dirvi per aiutarvi a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri ;
sorridete a vostra moglie ,
a vostro marito ,
ai vostri figli ,
alle persone con le quali lavorate ,
a chi vi comanda ;
sorridetevi a vicenda ;
questo vi aiuterà a crescere nell'amore ,
perchè il sorriso è il frutto dell'amore "


- Madre Teresa di Calcutta -


In ogni cuore umano è impressa quella stella che alla fine arriva a Betlemme

...Non possiamo fare a meno di vedere nella bellezza del mondo, nel suo mistero, nella sua grandezza e nella sua razionalità la razionalità eterna, e non possiamo fare a meno di lasciarci sempre di nuovo condurre da essa all'unico Dio, creatore del cielo e della terra.
Se faremo ciò, constateremo anche che colui che ha creato il mondo e colui che è nato a Betlemme e nell'eucarestia dimora in mezzo a noi sono lo stesso Dio vivente che ci chiama e che ci vuole preparare per la vita eterna.
Così, con i Magi, si è avverata per la prima volta la parola che poi si realizzerà sempre più lungo tutti i secoli: verranno da Oriente e da Occidente, da Nord e da Sud, e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe.

Ciò significa non solo che i cristiani, i chiamati da Dio, verranno da tutti i punti cardinali, ma anche che i segnavia conducono a Dio da qualsiasi provenienza spirituale, dalla scienza, dalle religioni. E che in ogni cuore umano è impressa quella stella che alla fine arriva a Betlemme e che ci indica che tutte le cose attendono nella pace...

cardinale Joseph Ratzinger - dalla "Omelia per l'Epifania del 1994" 


Non per me Ti prego
ma per chi non prega mai
e per chi vorrebbe ma non osa.
non per me domando forza
ma per chi non ce la fa nemmeno
a domandare.
Non per me invoco protezione
ma per chi,
funambolo dell’esistenza
barcolla sul baratro 
della disperazione.

Non per me
ma per gli altri
è oggi la mia preghiera.

- Patrizio Righero -

fonte: "Hai un momento Dio?", Patrizio Righero, ed. Effatà



Buona giornata a tutti. :-)

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Chi sei?

Il Vangelo del giorno



2 Gennaio




αποφθεγμα Apoftegma


Adamo è un uomo disorientato che ha perso il suo posto nella creazione 
perché crede di diventare potente, di poter dominare tutto, di essere Dio. 
E l’armonia si rompe, l’uomo sbaglia 
e questo si ripete anche nella relazione con l’altro 
che non è più il fratello da amare, 
ma semplicemente l’altro che disturba la mia vita, il mio benessere. 
Il sogno di essere potente, di essere grande come Dio, 
anzi di essere Dio, 
porta ad una catena di sbagli che è catena di morte, 
porta a versare il sangue del fratello.

Papa Francesco






L'ANNUNCIO
Dal Vangelo secondo Giovanni, 1,19-28

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.




Chi sei?


«Tu, chi sei?»: il nuovo anno inizia con questa domanda, e la felicità dipenderà dalla risposta che sapremo dare. In mille modi diversi ci "interrogheranno", come facciamo anche noi, perché conoscere il nome di un altro significa acquistare un potere su di lui. Lo chiami per nome, e anche in mezzo a una grande folla lui si gira: hai avuto il potere di strapparlo a se stesso perché fissi l'attenzione su di te. "Tu chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato?": i sentimenti e le concupiscenze, infatti, ci "inviano" agli altri ed esigono risposte che sazino la carne. Ammanettati gli uni agli altri nei propri smartphone, come in un grande fratello dove nulla deve restare segreto, fidanzati e amici si sottopongono mutuamente a indagini accuratissime: tra chat e selfie, post, tag e commenti, devono sapere tutto, e guai se non sei immediatamente reperibile, se non sai dare la risposta che l'altro si aspetta. Guai se non ti metti a nudo sin dentro l'intimità, se cioè non sai dire "chi sei"; aspettati dall'altro crolli verticali nell'orrido di drammatiche crisi esistenziali, terremoti emotivi che innescano tsunami violenti e isterici sul mondo intero. Che stress, vero? Impegnati a dimostrare a tutti che siamo quello che ci ha detto, ingannandoci, il demonio: "Tu sei Dio", e sarai realizzato solo nella misura in cui il mondo ti riconoscerà tale. Che fatica vivere dentro quell'immagine ipocrita che ci cola addosso come rimmel aggredito dal sudore. Eh sì, perché non essendo Dio, sudiamo tutti... Eppure, proprio questa è la prima grande notizia dell'incarnazione: Dio si è fatto bambino perché per salvarci doveva innanzitutto dirci chi non siamo. Giovanni Battista lo sapeva bene e per questo "confessò e non negò": per ogni carne debole e peccatrice confessò e non negò di non essere quello che il serpente aveva affermato di ciascuno di noi. Giovanni era "il più grande tra i nati di donna" perché il più umile, il più sincero, il più realista: sapeva di essere figlio di un miracolo e aveva esultato di gioia nell'incontro con l'Autore di quel miracolo. Per questo è la "voce" di ogni uomo nato da donna, secondo la carne e quindi figlio del peccato; "voce di uno che grida nel deserto" che è immagine della nostra vita, arida e senza la vita che sgorga dall'amore gratuito e autentico. Giovanni è qui a Betania, nelle nostre case e negli uffici, al mercato e in cucina, in classe e all'ufficio postale: è la presenza e la "voce" della Chiesa che ci svela il Messia vivo in mezzo a noi, ora; ci annuncia il Vangelo e ci immerge nella sue viscere di misericordia dove la Parola si fa carne nella nostra carne sterile per renderla feconda nell'amore.  


Per questo, nella Chiesa, impariamo ad accettare e a "dire" la verità "di noi stessi": non siamo Dio, ma un "deserto" dove ha regnato la morte conseguenza dei nostri peccati; in esso però è disceso lo Sposo che, con la sua morte e risurrezione, lo ha trasformato in un giardino. Per questo, ogni evento della nostra vita nel quale Cristo ci ha perdonato e rigenerato, è "voce che grida" vittoriosa "nel deserto" del mondo per chiamare a conversione. La gratuità dell'amore che ci ha raggiunti e salvati invita chi ci è accanto a non fermarsi alla nostra povera carne, ma a contemplare in essa l'opera di Dio. Così ogni profeta e testimone, sia padre o madre, sia prete o religioso, è autentico solo se distoglie l'attenzione da se stesso per orientarla verso Cristo, l'unico Sposo a cui moglie e marito, figli e colleghi, parrocchiani e lontani, tutti sono promessi sin da prima dalla creazione del mondo. "Non sono il Messia" è l'unica e autentica risposta da dare a chi ci chiede "chi siamo", perché apre un varco a Cristo nella relazione tra due sposi, due fidanzati, tra genitori e figli, tra fratelli, amici e nemici. Un cristiano si presenta così: "piacere, sono Tal dei tali, non sono Dio. Sono solo un peccatore, ma.... amato infinitamente da Dio. Se fosse stato per me avrei già distrutto il matrimonio, non avrei certo avuto questi figli... Per questo non sono io che potrò farti felice, che saprò rispondere ai tuoi dubbi, consolare le tue angosce, colmare le tue voragini affettive. Non sono io il tuo Messia, ma solo la sua "voce", perché in me parla il suo amore per te, perché tu possa riconoscerlo e aprirti a Lui". Come Giovanni che, per sottolineare di non essere lo Sposo diceva di sé di "non essere degno di slacciare il legaccio del sandalo" a Colui che invece lo era, chi ha conosciuto l'amore di Dio afferma con parole e gesti di non avere alcun diritto sull'altro, perché è Cristo il suo Sposo, l'unico che ha dato se stesso per entrambi. Coraggio allora, Dio ci invia alle persone per annunciare suo Figlio, svelandolo nascosto nella loro vita, anche in quella più compromessa con il peccato. E a "battezzarle con acqua", a immergerle cioè nella verità che risplende nella nostra realtà strappata all'ipocrisia, perché possano convertirsi e accogliere il Messia. Basta un po' di umiltà, la Grazia donata a Giovanni di essere quello che era, e nulla di più. 




venerdì 1 gennaio 2016

Benedizione di Papa Francesco Capodanno 2016 "NON RINUNCIATE MAI ALLA FELICITÀ...!!!",





1 1 2016 Benedizione di Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buon anno! All’inizio dell’anno è bello scambiarsi gli auguri. Rinnoviamo così, gli uni per gli altri, il desiderio che quello che ci attende sia un po’ migliore. È, in fondo, un segno della speranza che ci anima e ci invita a credere nella vita. Sappiamo però che con l’anno nuovo non cambierà tutto, e che tanti problemi di ieri rimarranno anche domani. Allora vorrei rivolgervi un augurio sostenuto da una speranza reale, che traggo dalla Liturgia di oggi. Sono le parole con cui il Signore stesso chiese di benedire il suo popolo: «Il Signore faccia risplendere per te il suo volto. Il Signore rivolga a te il suo volto». Anch’io vi auguro questo: che il Signore posi lo sguardo sopra di voi e che possiate gioire, sapendo che ogni giorno il suo volto misericordioso, più radioso del sole, risplende su di voi e non tramonta mai! Scoprire il volto di Dio rende nuova la vita. Perché è un Padre innamorato dell’uomo, che non si stanca mai di ricominciare da capo con noi per rinnovarci. Ma il Signore ha una pazienza con noi! Non si stanca di ricominciare da capo ogni volta che noi cadiamo. Però il Signore non promette cambiamenti magici, Lui non usa la bacchetta magica. Ama cambiare la realtà dal di dentro, con pazienza e amore; chiede di entrare nella nostra vita con delicatezza, come la pioggia nella terra, per poi portare frutto. E sempre ci aspetta e ci guarda con tenerezza. Ogni mattina, al risveglio, possiamo dire: “Oggi il Signore fa risplendere il suo volto su di me”. Bella preghiera, che è una realtà. La benedizione biblica continua così: «[Il Signore] ti conceda pace». Oggi celebriamo la Giornata Mondiale della Pace, il cui tema è: “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. La pace, che Dio Padre desidera seminare nel mondo, deve essere coltivata da noi. Non solo, deve essere anche “conquistata”. Ciò comporta una vera e propria lotta, un combattimento spirituale che ha luogo nel nostro cuore. Perché nemica della pace non è solo la guerra, ma anche l’indifferenza, che fa pensare solo a sé stessi e crea barriere, sospetti, paure e chiusure. E queste cose sono nemiche della pace. Abbiamo, grazie a Dio, tante informazioni; ma a volte siamo così sommersi di notizie che veniamo distratti dalla realtà, dal fratello e dalla sorella che hanno bisogno di noi. Cominciamo in quest’anno ad aprire il cuore, risvegliando l’attenzione al prossimo, a chi è più vicino. Questa è la via per la conquista della pace. Ci aiuti in questo la Regina della Pace, la Madre di Dio, di cui oggi celebriamo la solennità. Ella «custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Le speranze e le preoccupazioni, la gratitudine e i problemi: tutto quello che accadeva nella vita diventava, nel cuore di Maria, preghiera, dialogo con Dio. E Lei fa così anche per noi: custodisce le gioie e scioglie i nodi della nostra vita, portandoli al Signore. Affidiamo alla Madre il nuovo anno, perché crescano la pace e la misericordia. Cari fratelli e sorelle, desidero ringraziare il Presidente della Repubblica Italiana per gli auguri che mi ha rivolto ieri sera nel suo messaggio di fine anno, e che ricambio di cuore. Esprimo riconoscenza per le molteplici iniziative di preghiera e di azione per la pace organizzate in ogni parte del mondo in occasione dell’odierna Giornata Mondiale della Pace. Penso, in particolare, alla Marcia nazionale che si è svolta ieri sera a Molfetta, promossa da CEI, Caritas, Pax Christi e Azione Cattolica; è bello sapere che tante persone, soprattutto giovani, hanno scelto questo modo di vivere il capodanno. Saluto con affetto i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre”, promossa a Roma e in molti Paesi dalla Comunità di Sant’Egidio. Cari amici, vi incoraggio a portare avanti il vostro impegno in favore della riconciliazione e della concordia. E saluto le famiglie del Movimento dell’Amore Familiare, che hanno vegliato questa notte in Piazza San Pietro, pregando per la pace e l’unità nelle famiglie del mondo intero. Grazie a tutti per queste belle iniziative e per le vostre preghiere. Rivolgo un saluto cordiale a tutti voi, cari pellegrini qui presenti. Un pensiero speciale va ai “Cantori della Stella” – Sternsinger –, bambini e ragazzi che in Germania e Austria portano nelle case la benedizione di Gesù e raccolgono offerte per i loro coetanei poveri. Saluto gli amici e i volontari della Fraterna Domus, l’Oratorio di Stezzano e i fedeli di Taranto. A tutti auguro un anno di pace nella grazia del Signore, ricco di misericordia, e con la protezione materna di Maria, la Santa Madre di Dio. E non dimenticatevi al mattino, quando vi svegliate, ricordare quel pezzo della benedizione di Dio: “Oggi il Signore fa risplendere il suo volto su di me”. Tutti! “Oggi il Signore fa risplendere il suo volto su di me”. Un’altra volta! “Oggi il Signore fa risplendere il suo volto su di me”.

 
                            Natale 2015


"NON RINUNCIATE MAI ALLA FELICITÀ...", 

IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO È VIRALE,

 MA LA REALTÀ È UN'ALTRA...









Ne parla Il Sismografo, che nelle ultime ore ha ricevuto mail in cui si chiede una risposta sull’autenticità di un testo attribuito al Pontefice
TORINO
È facile trovare sui social network frasi, riflessioni e preghiere di papa Francesco che, seppur incentrate su pace, amore e famiglia, risultano false. Il Sismografo, sito aggiornato in tempo reale sull’attività della Santa Sede, nelle ultime ore ha ricevuto moltissime mail in cui si chiede una risposta sull’autenticità di un testo attribuito a papa Francesco. Testo che sarebbe un ampio stralcio di un suo presunto discorso pronunciato durante i lavori della recente XIV Assemblea ordinaria del Sinodo sulla famiglia. Com’è ben noto - scrive il Sismografo - da quando è stato eletto Papa, a Francesco nella rete vengono attribuite frasi, preghiere, discorsi e dichiarazioni che si rivelano al primo controllo false. Anche in questa occasione le riflessioni attribuite al Papa sulla famiglia, l’amicizia, la vita, i rapporti umani e altro, sono infondate e non appartengono al suo magistero. Naturalmente non c’è traccia di questi singolari pensieri nelle sei allocuzioni da lui pronunciate nel corso del recente Sinodo, e neanche in altri testi ufficiali. 

Il Sismografo pubblica tutti i discorsi del Pontefice e in coda, il presunto discorso di Francesco che circola in rete, con il titolo «Non rinunciate mai alla felicita poiché la vita è uno spettacolo incredibile». Ecco alcuni dei pensieri attribuiti al Papa: «Puoi aver difetti, essere ansioso e vivere qualche volta irritato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande azienda al mondo. Solo tu puoi impedirle che vada in declino. In molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Mi piacerebbe che ricordassi che essere felice, non è avere un cielo senza tempeste, una strada senza incidenti stradali, lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici è trovare forza nel perdono, speranza nelle battaglie, sicurezza sul palcoscenico della paura, amore nei disaccordi. Essere felici non è solo apprezzare il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma apprendere lezioni dai fallimenti. Non è solo sentirsi allegri con gli applausi, ma essere allegri nell’anonimato».  
Alcuni diritti riservati


"NON RINUNCIATE MAI ALLA FELICITÀ...", 

IL DISCORSO DI PAPA FRANCESCO È VIRALE,

 MA LA REALTÀ È UN'ALTRA...



Divina Maternità della Beata Vergine Maria

Originally posted on leggoerifletto

Divina Maternità della Beata Vergine Maria

Maria!
Quando Tu forse
avevi altri progetti di vita,
Dio è entrato nella Tua vita
con il Suo progetto speciale.
E Tu, come umile Sua serva,
gli hai generosamente aperto
le porte del Tuo cuore.
Il Tuo esempio mi sprona
a volgermi anch'io verso Il Signore
per dirgli:
“Vieni nei miei sogni
e nei miei progetti,
nelle mie speranze
e nelle mie paure".
Perciò, Signore
entra nelle mie tenebre,
nelle mie angosce
e nelle mie sofferenze.
Entra anche
in quegli angoli
della mia vita
in cui ho amato
più la mia volontà
che la Tua.


L'Annuncio a Maria

Quale dev'essere la nostra risposta al dono supremo? 
Nel rac­conto dell' annunciazione la risposta è formulata attraverso una autodefinizione di Maria: "Io sono la serva del Signore". L'a­spetto di umiltà in quella parola "serva" è stato spesso sottoli­neato e non sempre felicemente, dirottato spesso verso consa­pevoli o inconsce conclusioni antifemminili: l'umiltà, il nascon­dimento, la discrezione devono essere le doti della donna che vuole imitare Maria. 
In realtà il titolo è solenne, è quello che esprime dignità della sposa ed è anche il titolo classico dei per­sonaggi che devono espletare una funzione decisiva nella storia della salvezza: servo del Signore è Abramo, è Mosè, Giosuè, è Davide, sono i profeti e "Servo del Signore" per eccellenza sarà il Messia: Maria ha la coscienza che in lei, donna semplice e co­mune, Dio ha realizzato l'intervento grandioso e definitivo del­la salvezza "attesa da tutte le generazioni". 
Maria afferma, quin­di, la piena coscienza della sua vocazione e del suo destino: E da questo momento in avanti la sua missione è quella di acco­gliere il dono sublime di quel figlio: "avvenga di me quello che hai detto". 
Con questa adesione nella fede e nell'amore Maria diventa l'emblema del vero discepolo di Dio.

- Card. Gianfranco Ravasi - 



«… e gli auguri Nostri riguardano ogni bene; ogni bene migliore; ogni bene desiderabile. Essi attingono alla sorgente di ogni bene, che è Dio; e non temono d'essere troppo abbondanti e troppo audaci. 
Essi osano aspirare anche ai beni più grandi e più difficili! 
Sì, Noi vogliamo con i Nostri voti confortare la speranza di ogni cuore; e la speranza del mondo.
Avrà in quest'anno nuovo il mondo la prosperità necessaria alla sua vita e al suo benessere? 
Noi lo auguriamo, Noi lo speriamo! Avrà il mondo i pensieri ed i propositi di bontà, di giustizia, di onestà, di libertà, di concordia, che lo possono fare migliore e felice? 
Noi lo auguriamo, Noi lo speriamo! E avrà la pace il mondo; la pace sempre così fragile e compromessa, sempre così offesa e minacciata, sempre così desiderabile e necessaria? 
Si, Noi lo auguriamo e Noi lo speriamo!»

- beato Paolo VI, papa
Angelus 1° gennaio 1965


Santa Maria Vergine

Santa Maria Vergine,
non vi è alcuna simile a Te,
nata nel mondo, fra le donne;
Figlia e Ancella dell'altissimo Re,
il Padre Celeste;
Madre del Santissimo Signore nostro Gesù Cristo;
Sposa dello Spirito Santo.
Prega per noi con San Michele Arcangelo,
e con tutte le Virtù dei cieli
e con tutti i Santi,
presso il tuo santissimo Figlio diletto,
nostro Signore e Maestro.


Questa preghiera fa parte dell'Ufficio della Passione del Signore, compilata da S. Francesco, veniva annunciata prima del salmo di ogni ora e recitata per intero alla fine dello stesso salmo.


Con la protezione della Vergine Maria, tanti auguri di Buon Anno a tutti voi, ai sogni che vorrete realizzare, ai buoni propositi ed ai traguardi che vorrete superare. 
Vi auguro la pace nel cuore, questa è la nostra più grande ricchezza!


Buona giornata a tutti.
Stefania

www.leggoerifletto.it


Tanti Auguri BUON ANNO...

Auguri ai naviganti


 Kairosterzomillennio
augura ai suoi lettori:

Buon Anno
Happy New Year
Bonne Année
Feliz Año Nuevo


Kairos: Auguri ai naviganti