Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

domenica 20 gennaio 2019

Padre Zanotelli: la strage nel Mediterraneo...

PIETRE VIVE:

19.01.2019 - Padre Zanotelli:

 la strage nel Mediterraneo peserà sulla coscienza di Salvini

19.01.2019
Padre Zanotelli: la strage nel Mediterraneo
 peserà sulla coscienza di Salvini


La nuova strage di migranti nel Mediterraneo dove, secondo i dati forniti dall'Oim ci sono state altre 120 vittime, "peserà sulla coscienza di Salvini". Padre Alex Zanotelli, il missionario pacifista, interpellato dall'AdnKronos, dice di non trovare "quasi più parole per quanto sta avvenendo". Racconta: "In questi giorni mi sono letto il rapporto dell'Onu su diritti umani dei rifugiati in Libia datato 18 dicembre 2018: è devastante. Abbiamo un governo di barbari senza cuore, stiamo perdendo la nostra umanità. La situazione è insostenibile. Non riesco a capire come si possa avere un governo a cui manca l'umanità".

Padre Zanotelli riflette quindi sul nuovo recupero, da parte della Sea Watch, di altri 47 immigranti e pensa alle parole del ministro dell'Interno che ha detto che "finché i porti resteranno aperti, i trafficanti continueranno ad uccidere". Al che osserva Zanotelli: "Vediamo se ora riceve questi 47 disperati. Dal momento che i porti sono aperti - perché per chiuderli serve un documento scritto del ministro e non mi pare di averlo mai visto - li dovrà ricevere da qualche parte".

Il missionario pacifista riflette anche sui sondaggi che danno sempre la Lega in testa: "Questa è un'altra sofferenza enorme. Purtroppo nel popolo italiano, ma nel resto dell'Europa la situazione non è diversa, non so cosa sia avvenuto. Siamo usciti da una Seconda Guerra Mondiale, da un crogiuolo terribile, avevamo la patria dei diritti e ora all'improvviso è caduta. Le ragioni fondamentali credo siano che la tribù bianca si sente ora minacciata. Abbiamo conquistato tutto e adesso ci sentiamo minacciati, abbiamo paura e allora dobbiamo difendere il nostro benessere. E' assurdo vivere in un mondo così disuguale. Questo è ancora peggio di Salvini"

(Fonte: AdnKronos - pubblicato il 19/01/2019 17:23)

mercoledì 12 dicembre 2018

ANNUNCIO DI AVVENTO 2018 (Estratti)...





ANUNCIO DE ADVIENTO 2018 







Kairos: 

Kiko Arguello:  ANNUNCIO DI AVVENTO 2018 (Estratti)


No automatic alt text available.

ANNUNCIO DI AVVENTO

Roma, Seminario Redemptoris Mater

28 novembre 2018



Preghiera iniziale (Kiko)

Canto: "Viene il Signore vestito di maestà"

Lettura: 1Ts. 5, 1-11




[1] Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; 

[2] infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. 

[3] E quando si dirà: "Pace e sicurezza", allora d'improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà. 

[4] Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: 

[5] voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. 

[6] Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii. 

[7] Quelli che dormono, infatti, dormono di notte; e quelli che si ubriacano, sono ubriachi di notte. 

[8] Noi invece, che siamo del giorno, dobbiamo essere sobrii, rivestiti con la corazza della fede e della carità e avendo come elmo la speranza della salvezza. 

[9] Poiché Dio non ci ha destinati alla sua collera ma all'acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, 

[10] il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 

[11] Perciò confortatevi a vicenda edificandovi gli uni gli altri, come già fate. 


***


Presentazioni.


(...)


Il tempo di Avvento è un tempo molto importante perchè ha una dimensione che è perenne nella vita del cristiano, ricorda che tutta la vita del cristiano è escatologica, è tutta improntata alla dimensione celeste.

Noi abbiamo dentro la gioia della vita immortale, la presenza di Gesù Cristo in noi attraverso lo Spirito Santo che ci ha donato, che abita in noi e che ci aiuta a vivere.
Ho fatto un inno allo Spirito Santo nell'anno 1989 che dice:

Lo Spirito Santo è il giogo soave e leggero.

Spirito pieno di comprensione
e misericordia con le nostre mancanze,
di tenerezza e compassione,
di amore senza limiti.

Abitando nell'uomo
ci perdona sempre, spera sempre,
tutto comprende,
scusa tutto.

La sua bontà si spande
come un profumo che tutto inonda.

Fa sentire la sua presenza
e ci dà coraggio
mentre ci rende testimonianza
dell'amore totale di Dio per noi.

Conferma al nostro spirito
che il dono più grande
è l'unione con Dio
e che il vero male e la vera sofferenza
è il peccato.

Per questo è pieno di compassione per il peccatore:
non lo giudica, lo rialza e lo aiuta
a camminare di nuovo.

Ci mostra sempre il Cristo crocefisso
come Sacerdote eterno per tutti gli uomini.

È paziente, benigno,
è il sommo Bene,
è il dono di Dio,
è la garanzia della Vita Eterna.

Lui, il "Paraclito",
ci difende sempre
e ci insegna ad essere pazienti
con noi stessi e con i nostri peccati.

Ci dice chi siamo, dove andiamo,
qual è il cammino,
e perché soffriamo.

Ci mostra la Croce gloriosa di Cristo
e ci invita a salire su di essa
come il luogo del vero riposo.
Ci dice che tutto è santo,
che la nostra storia è santa,
e ci conduce soavemente
all'abbandono totale in Cristo crocefisso:

In Lui, nulla si pretende,
nulla si esige,
si accetta tutto,
si sopporta tutto,
perché assomigliare al Signore sulla croce,
è il nostro vanto
la nostra gloria
la verità,
la salvezza,
la santità,
è ciò che è nostro,
essere cristiano.

Come non evangelizzare,
perché gli uomini trovino l'unico Dio
vero,
il suo Figlio amato,
e ricevano lo Spirito Santo?

Spirito divino, perla preziosa, in Lui amiamo il Padre
come Lui ama io suo Figlio
e amiamo il suo Figlio
come lo ama il Padre.

Spirito Santo, che ci fa persona,
è più me che me stesso,
è più noi che noi stessi,
è tutto in tutti,
è nella Chiesa la Santa Koinonia,
é l'amore perfetto,
è Dio.

Padre carissimo,
come non benedirti,
esaltarti, lodarti, cantarti,
tu che ci hai chiamato al ministero sacerdotale,
che ci hai riempito del dono dei doni,
che ci hai dato te stesso,
che ci hai rivelato il mistero dell'universo:
il tuo totale amore per noi
fino a morire:
Croce gloriosa,
vittoria sulla morte,
umiltà perfetta,
santa Comunione
Chiesa di Dio.


***

Spero che questo tempo di Avvento sia per tutti voi un tempo di preghiera. Nella prima settimana vi invitiamo ad alzarvi qualche notte, fare l'Ufficio delle letture e 15 minuti di preghiera di quiete. Gesù Cristo, che ci ama tantissimo, è desideroso di questo momento in cui tutto il mondo dorme per dirti che ti ama. Preghiera che è importantissima anche per la nostra vita, per la nostra santificazione.. Vi ricordo una frase di santa Teresa di Gesù: "Quando un cristiano si mette in ginocchio, trema il mondo, il mondo trema perchè la preghiera di un cristiano può tutto". Pregate anche per tutti, per i governanti, perchè cambi la politica di una nazione, perchè guarisca un familiare, perchè i tuoi figli credano... La preghiera è importantissima.
L' avvento è un tempo in cui la Chiesa vuole che riconsideriamo la nostra dimensione celeste e correggiamo la nostra vita, aspettando Gesù Cristo...
Dovremmo essere santi e non lo siamo per niente: non accetti l'ingiustizia, la sconfitta, non accetti la sofferenza. Dio in Cristo ha reso sacra la sofferenza, la cosa più sacra del mondo è la sofferenza, e tu la vuoi rifiutare?
Devi fare il proposito in questo Avvento di cominciare ad essere più santo. Cosa dovresti fare per essere più santo? Qual'è il primo pensiero che ti viene alla mente per essere più santo? Una domanda importantissima. Domandalo nella preghiera e lo Spirito Santo te lo dirà... 
Con la preghiera noi conteniamo i demoni, non lasciamo che entrino e che distruggano la famiglia, la società...

(...)

San Bernardo parla della 3 venute di Cristo: la prima, nella carne, in una stalla come un povero; la seconda, nella gloria; e una venuta intermedia, nei sacramenti, nella preghiera.. Cristo viene qui, adesso, e vorrebbe stare con te. Magari tu lo accogliessi e promettessi di amarlo!
Come si ama Cristo? Nella liturgia, nella messa, pregando il rosario... Amare Cristo al di sopra di ogni cosa. I Padri della Chiesa dicono: ama Cristo e fai ciò che vuoi. Ama Cristo e ti seguiranno a migliaia!
Amare Cristo significa voler bene ai fratelli. "Amatevi, come Io vi ho amati!". E se siete perfettamente uno, il mondo crederà. Come Cristo ci ha amato, così vorrebbe che ci amassimo. Ossia, che non devo riservare nulla per me, sono tutto per voi, la mia vita siete voi! Il mio vivere è Cristo, la sua volontà, volervi bene.
Dio con noi ha fatto un cammino di crescita nella fede meraviglioso, avete una comunità cristiana! Fuori, nel paganesimo, la gente è sola, tremendamente sola!
Dio è amore, amatevi!

***

Canto finale: "Rivestitevi dell'armatura di Dio"

Ef. 6, 11-17:

Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo.

[12] La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

[13] Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove.

[14] State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia,

[15] e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace.

[16] Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno;

[17] prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. 


...

Durante la monizione al canto:

"Lo zelo per annunciare il Vangelo": i Padri della Chiesa dicono che queste calzature, ceh sono lo zelo, fanno sì che il serpente che è sulla terra non possa mordere il calcagno dell'uomo, perchè è rivestito di una calzatura luminosa: lo zelo per annunciare il Vangelo.

Ma soprattutto dello scudo della fede che ti dice che Cristo ti ama veramente. Che è morto sulla croce per te, quando eri malvagio e peccatore. Con la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio, e con l'elmo della salvezza che ti dice: che Cristo risuscitò, che è Kyrios, il Signore, che ritornerà e ci porterà con Lui.

Alleluja!

Preghiere
Padre Nostro, Ave Maria
Pace 
Benedizione.

mercoledì 20 giugno 2018

“…quel pezzettino d’eternità che ci portiamo dentro..”

INTERVISTA A DIO

“…quel pezzettino d’eternità che ci portiamo dentro..”
Etty Hillesum
per una dozzina di anni é finito nel dimenticatoio…
(Mi è stato regalato x i miei primi 50 anni)
Ho sognato d’intervistare Dio.
“Ti piacerebbe intervistarmi?”, Dio mi domandò.
“Se hai tempo” gli dissi.
Dio sorrise.
“Il mio tempo è eterno, che cosa vuoi domandarmi?”
“Cosa ti sorprende dell’umanità?…”.
E Dio rispose:
“Siete così ansiosi per il futuro, perché vi dimenticate del presente.
Vivete la vita senza pensare al presente o al futuro. Vivete la vita come se non dovreste morire mai, e morite come se non aveste mai vissuto…
Avete fretta perché i vostri figli crescano, e appena crescono volete che siano di nuovo bambini. Perdete la salute per guadagnare i soldi e poi usate i soldi per recuperare la salute.”
Le mani di Dio presero le mie e per un momento restò in silenzio, allora gli domandai: “Padre, che lezione di vita desideri che i tuoi bambini imparino?”.
Dio rispose con un sorriso: “Che imparino che non possono pretendere di essere amati da tutti, però ciò che…
View original post 149 altre parole

mercoledì 16 maggio 2018

Paolo IV vs Lefebvre


“Santità, io non sono il capo dei tradizionalisti”. “Lei ha aggravato la crisi della Chiesa”

Ecco il verbale (senza censure) dell'incontro-scontro tra Paolo VI e monsignor Lefebvre a Castelgandolfo 

Papa Montini l’11 settembre 1976 ricevette a Castel Gandolfo l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, capo della “Fraternità San Pio X” e grande contestatore del Concilio.

La trascrizione di quel colloquio – tra il Papa che aveva condotto a termine il Concilio e aveva promulgato la riforma liturgica, e il vescovo ribelle che sfidava l’autorità del Pontefice – viene pubblicata ora nel libro “La barca di Paolo” scritto dal reggente della Casa Pontificia, padreLeonardo Sapienza. Ne dà anticipazione 

La Stampa (16 maggio)

lunedì 7 maggio 2018

Risalire verso la Sorgente

MARTEDÌ 8 MAGGIO VIDEOCONFERENZA in DIRETTA STREAMING alle ORE 21 sul tema "Ascensione. Risalire verso la Sorgente" (Mc 16,15-20)La vita è un Viaggio in ascesa, per scoprire la Sorgente che è in noi. A cura della Parrocchia dell'Invisibile.
Il brano e video musicale consigliato è il suggestivo "Trovare Dio" dei Nomadi. A cura di Sauro Secci.  

TROVARE DIO - NOMADI

domenica 6 maggio 2018

La creatività non è un sostantivo e nemmeno un verbo: è un Luogo, un'unione, un raduno....


 L'immagine può contenere: testo e spazio all'aperto
E’ diverso spalancarsi alla vita in un’alba ricolma di sole e colori. C’è qualcosa che dagli occhi entra dentro, fino a quello sguardo interiore che accarezza cuore e mente. E’ come un’energia che spinge, che risolleva un corpo assonnato e ancora intorpidito e lo invita ad aprirsi, ad abbracciare il nuovo che arriva.“La creatività non è un sostantivo e nemmeno un verbo: è un Luogo, un'unione, un raduno. Onorare la nostra creatività vuol dire osservare, risvegliarci, non essere più solo consumatori del nostro tempo, delle nostre relazioni, delle cose che abbiamo a disposizione, ma anche divenire a nostra volta partecipi, creatori di legami profondi con il mondo e con le cose. L'immaginazione è centrale in questo processo: ci desta dal torpore. Se non nutriamo la nostra immaginazione viva, la nostra anima non sente più, si addormenta, si anestetizza, si allontana dalla commozione, dallo stupore. Occorre rischiare, amare anche nel pericolo, ritrovare il coraggio, il desiderio, la passione.”Non ricordo dove ho trovato queste parole, ma stamane si incastonano alla perfezione nel gioiello prezioso che è il mio incominciare, il mio guardare la vita e sognare…Vita!Ogni giorno essere creatori con Dio di vita nuova, di vita buona e bella.Non ho altro desiderio in cuore.
Giorgio Bonati 

CAMMINO NEOCATECUMENALE, 50° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE.


Standard
Cammino Neocatecumenale.
Il Papa: per annunciare bisogna rinunciare al mondo
Gianni Cardinale sabato 5 maggio 2018
Papa Francesco sul palco a Tor Vergata (Siciliani)
La missione è la “priorità” della “Chiesa oggi”. E per essere missionaria la Chiesa deve essere “svincolata da potere e denaro, libera da trionfalismi e clericalismi”, deve essere “sorella dell’umanità” evitando il “proselitismo”, e deve “amare le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti”.
È stata una piccola enciclica sull’evangelizzazione e la missione il discorso che papa Francesco ha tenuto questa mattina nella spianata di Tor Vergata (TESTO INTEGRALE), a Roma, dove ha avuto luogo l’Incontro del Cammino Neocatecumenale, in occasione del 50° anniversario di fondazione. Davanti a oltre 100milamembri del movimento provenienti da tutto il mondo, papa Francesco ha benedetto le croci e consegnato ai responsabili 34 nuove missio ad gentes che porteranno il Vangelo nelle varie parti del mondo. Inoltre, il Papa ha inviato alcune comunità delle parrocchie di Roma a portare la loro missione di fede e di aiuto nelle periferie della capitale.
All’evento, animato dal fondatore Kiko Arguello, hanno partecipato 16 cardinali e una novantina di vescovi.
Nel suo discorso, interrotto più volte dagli applausi, papa Francesco si è detto “felice” dell’incontro e ha ringraziato Dio e i presenti per “il ‘sì’ che avete detto, per aver accolto la chiamata del Signore a vivere il Vangelo e ad evangelizzare”. “Un grande grazie” poi lo ha rivolto “anche a chi ha iniziato il Cammino neocatecumenale cinquant’anni fa”. E poi “un grazie importante” a quanti stanno per andare in missione. E a questo proposito il pontefice ha voluto appunto dire qualcosa “sulla missione, sull’evangelizzazione, che è la priorità della Chiesa oggi”. Lo ha fatto prendendo spunto da un versetto del Vangelo di Matteo, quando Gesù dice: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”.

“Andate”, dice Gesù. Perché “la missione chiede di partire”, anche se “nella vita è forte la tentazione di restare, di non prendere rischi, di accontentarsi di avere la situazione sotto controllo”. Non è un invito che “autorizza trasferte ridotte o viaggi rimborsati”. Quello di Gesù è “un invito chiaro a essere sempre in uscita, pellegrini nel mondo alla ricerca del fratello che ancora non conosce la gioia dell’amore di Dio”. Ma per andare “bisogna essere agili, non si possono portar dietro tutte le suppellettili di casa”, “bisogna essere leggeri”. Insomma:“per annunciare bisogna rinunciare”. Infatti “solo una Chiesa che rinuncia al mondo annuncia bene il Signore”. Solo una Chiesa “svincolata da potere e denaro, libera da trionfalismi e clericalismi testimonia in modo credibile che Cristo libera l’uomo”. E “chi, per suo amore, impara a rinunciare alle cose che passano, abbraccia questo grande tesoro: la libertà”.
<img src=https://www-avvenire-it.cdn.ampproject.org/i/s/www.avvenire.it/c//2018/PublishingImages/9354e447372b4b5c8ff7928deeba7099/palco_tor47991.jpg>
“Andate”, la parola di Gesù, ha aggiunto il Papa, “ci dice ancora una cosa: che si coniuga al plurale”. Infatti è “pienamente missionario non è chi va da solo, ma chi cammina insieme”. Così nella fede e nella missione “si va avanti insieme, senza isolarsi e senza imporre il proprio senso di marcia, uniti, come Chiesa, coi Pastori, con tutti i fratelli, senza fughe in avanti e senza lamentarsi di chi ha il passo più lento”. E si va avanti “con cura e rispetto per il cammino di ciascuno e senza forzare la crescita di nessuno, perché la risposta a Dio matura solo nella libertà autentica e sincera”.
<img src=https://www-avvenire-it.cdn.ampproject.org/i/s/www.avvenire.it/c//2018/PublishingImages/9354e447372b4b5c8ff7928deeba7099/papa_torvergata_chitarra_7261.jpg>
A questo punto il Pontefice è passato alla seconda parte del versetto di Gesù riportato da Matteo: “Fate discepoli”. “Ecco la missione” – ha commentato – Non dice: conquistate, occupate, ma ‘fate discepoli’, cioè condividete con gli altri il dono che avete ricevuto, l’incontro d’amore che vi ha cambiato la vita”. Missione è “riscoprirsi parte di una Chiesa discepola”. Perché “la Chiesa è maestra, ma non può essere maestra se prima non è discepola, così come non può esser madre se prima non è figlia”. “Ecco la nostra Madre: una Chiesa umile, figlia del Padre e discepola del Maestro, felice di essere sorella dell’umanità. – ha aggiunto Papa Francesco – E questa dinamica del discepolato – il discepolo che fa discepoli – è totalmente diversa dalla dinamica del proselitismo”. Infatti “non contano gli argomenti che convincono, ma la vita che attrae; non la capacità di imporsi, ma il coraggio di servire”. “E voi – ha proseguito rivolgendosi ai neocatecumenali – avete nel vostro “DNA” questa vocazione ad annunciare vi vendo in famiglia, sull’esempio della santa Famiglia: in umiltà, semplicità e lode. Portate quest’atmosfera familiare in tanti luoghi desolati e privi di affetto. Fatevi riconoscere come gli amici di Gesù. Tutti chiamate amici e di tutti siate amici”.
<img src=https://www-avvenire-it.cdn.ampproject.org/i/s/www.avvenire.it/c//2018/PublishingImages/9354e447372b4b5c8ff7928deeba7099/papa_neocatec_bandiereSDP_8864_60147511.jpg>
“Andate e fate discepoli tutti i popoli”, ha detto Gesù. E “quando Gesù dice tutti sembra voler sottolineare che nel suo cuore c’è posto per ogni popolo”, ha spiegato Papa Francesco. Di qui l’invito ad essere “appassionati di umanità, collaboratori della gioia di tutti”, ad essere “autorevoli perché prossimi, ascoltabili perché vicini”. “Amate le culture e le tradizioni dei popoli, senza applicare modelli prestabiliti. – ha sottolineato – Non partite dalle teorie e dagli schemi, ma dalle situazioni concrete: sarà così lo Spirito a plasmare l’annuncio secondo i suoi tempi e i suoi modi. E la Chiesa crescerà a sua immagine: unita nella diversità dei popoli, dei doni e dei carismi”.
Infine Papa Francesco ha ribadito che il carisma dei neocatecumenali “è un grande dono di Dio per la Chiesa del nostro tempo”. E ha concluso: “Ringraziamo il Signore per questi cinquant’anni. E guardando alla sua amorevole fedeltà, non perdete mai la fiducia: Egli vi custodirà, spronandovi al tempo stesso ad andare, come discepoli amati, verso tutti i popoli, con umile semplicità. Vi accompagno e vi incoraggio: andate avanti! E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!”.