Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

lunedì 24 settembre 2012

Da il Vangelo del giorno di oggi ...


Lunedì della XXV^ settimana del Tempo Ordinario




Chiamò lucerniere la santa Chiesa,
perché in essa risplende la parola di Dio
mediante la predicazione,
e così, con i bagliori della verità,
illumina quanti si trovano in questo mondo come in una casa.

San Massimo il Confessore


Lc 8, 16-18

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».


IL COMMENTO

Come ascoltiamo? Parole, musica, rumori, ci sfiorano senza lasciare tracce. Nulla riesce a penetrare la barriera che erigiamo per paura della morte. Anche la Parola di Dio resta confinata sulla soglia, sia essa la strada, la pietra o le spine. Il seme non scende, non ci feconda, e restiamo senza frutto, come il fico pieno solo di foglie, come una lampada coperta da un vaso e posta sotto un letto, come il talento nascosto nel fazzoletto o sotto terra. Così è buona parte della nostra vita, ed è ridicola oltre che stolta... "Nessuno" accende una lampada e la nasconde, eppure vi è qualcuno che fa esattamente così con la propria vita. Ascolta male e vive follemente: la riceve colma di amore, e la strangola nell'egoismo. Ascolta male chi ascolta il padre della menzogna e, come Adamo ed Eva, riempie i giorni di ipocrisie, falsità e fughe, schiavo del proprio io. Chi ascolta male si nasconde, e che fatica....

Come ascoltiamo, chi ascoltiamo? È facile rispondere: ascoltare in ebraico significa anche obbedire. Si tratta dell'obbedienza a ciò che fonda e dirige l'esistenza, alla parola a cui si è creduto. La Parola del demonio rende schiavi, quella di Gesù libera per amare. Chi è stato liberato vive liberamente. Chi è stato illuminato vive nella Luce. Chi è stato amato gratuitamente ama gratuitamente. È così oggi la nostra vita? Nulla di quanto ci è stato dato, nessuna parola di vita che ci è stata predicata resterà nascosta: la predicazione che ci salva, ascoltata con "cuore buono e perfetto" e obbedita giorno dopo giorno, ci depone sul lampadario, perchè la nostra vita sia un riverbero della luce della Verità. E ancora più Grazia ci verrà data, perchè il mondo veda e creda

Un pensiero per il giorno ... DA FORZE BUONE ...


"Solo un cuore in Cristo e' capace di comprendere un cuore in Cristo"

Da un’amica/o ………

Preghiera del mattino

Al cominciar del giorno, Dio, ti chiamo.
Aiutami a pregare e a raccogliere i miei pensieri su di te;
da solo non sono capace.
C'è buio in me, in Te invece c'è luce;
sono solo, ma tu non m'abbandoni;
non ho coraggio, ma Tu mi sei d'aiuto;
sono inquieto, ma in Te c'è la pace;
c'è amarezza in me, in Te pazienza;
non capisco le tue vie,
ma tu sai qual è la mia strada.
Padre del cielo,
siano lode e grazie a Te
per la quiete della notte,
siano lode e grazie a Te
per il nuovo giorno.
Signore,qualunque cosa rechi questo giorno,
il tuo nome sia lodato! Amen.
                                                         Dietrich Bonhoeffer


Giuli@no

domenica 23 settembre 2012

Festa di S. Pio da Pietrelcina

Ricevuto da Caterina Muggianu.

Prega e spera
non agitarti.
L'agitazione non giova a nulla.
Dio è misericordioso
e ascolterà la tua preghiera.
( S. Pio da Pietrelcina)

La benedizione di Padre Pio
clicca qui sotto



Il segreto di Padre Pio da Kairos


Per la festa di san Pio, oggi 23 settembre, propongo  alcune pagine tratte dall’introduzione all'ultimo libro di Antonio Socci: “Il segreto di padre Pio” (Rizzoli)

                                                           Verrà un giorno in cui gli uomini non                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    
                                                                      potranno pronunciare il nome di              
                                                                           Gesù senza piangere
                                                                                                 (George Bernanos)

La pianta è l'umiltà; il frutto è il Cielo.


OGGI 23 SETTEMBRE CELEBRIAMO LA   

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIOAnno B 
Di seguito i testi della Liturgia con qualche commento. Buona domenica!
Pb. Vito Valente.


I cristiani deboli
Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo
(Disc. 46, 13; CCL 41, 539-540)

Dice il Signore: «Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme» (Ez 34, 4).
Parla ai cattivi pastori, ai falsi pastori, ai pastori che cercano i loro interessi, non quelli di Gesù Cristo, che sono molto solleciti dei proventi del loro ufficio, ma che non hanno affatto cura del gregge, e non rinfrancano chi è malato.
Poiché si parla di malati e di infermi, anche se sembra trattarsi della stessa cosa, una differenza si potrebbe ammettere. Infatti, a considerare bene le parole in se stesse, malato è propriamente chi è già tocco dal male, mentre infermo è colui che non è fermo e quindi solo debole.
Per chi è debole bisogna temere che la tentazione lo assalga e lo abbatta, Il malato invece è già affetto da qualche passione, e questa gli impedisce di entrare nella via di Dio, di sottomettersi al giogo di Cristo.
Alcuni uomini, che vogliono vivere bene e hanno fatto già il proposito di vivere virtuosamente, hanno minore capacità di sopportare il male, che disponibilità a fare il bene. Ora invece è proprio della virtù cristiana non solo operare il bene, ma anche saper sopportare i mali. Coloro dunque che sembrano fervorosi nel fare il bene, ma non vogliono o non sanno sopportare le sofferenze che incalzano, sono infermi ossia deboli. Ma chi ama il mondo per qualche insana voglia e si distoglie anche dalla stesse opere buone, è già vinto dal male ed è malato. La malattia lo rende come privo di forze e incapace di fare qualcosa di buono. Tale era nell'anima quel paralitico che non poté essere introdotto davanti al Signore. Allora coloro che lo trasportavano scoprirono il tetto e di lì lo calarono giù. Anche tu devi comportarti come se volessi fare la stessa cosa nel mondo interiore dell'uomo: scoperchiare il suo tetto e deporre davanti al Signore l'anima stessa paralitica, fiaccata in tutte le membra ed incapace di fare opere buone, oppressa dai suoi peccati e sofferente per la malattia della sua cupidigia.
Il medico c'è , è nascosto e sta dentro il cuore. Questo è il vero senso occhio della Scrittura da spiegare.
Se dunque ti trovi davanti a un malato rattrappito nelle membra e colpito da paralisi interiore, per farlo giungere al medico, apri il tetto e fa' calar giù il paralitico, cioè fallo entrare in se stesso e svelagli ciò che sta nascosto nelle pieghe del suo cuore. Mostragli il suo male e il medico che deve curarlo.
A chi trascura di fare ciò, avete udito quale rimprovero viene rivolto? Questo: «Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite» (Ez 34, 4). Il ferito di cui si parla qui è come abbiamo già detto, colui che si trova come terrorizzato dalle tentazioni. La medicina da offrire in tal caso è contenuta in queste consolanti parole: «Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione ci darà anche la vita d'uscita e la forza per sopportarla» (1 Cor 10, 13).
>>>>>>>>> continua qui

Preghiera dell'Equinozio d'autunno


sabato 22 settembre 2012
Equinozio d'Autunno
"Signore, non sono necessarie
le penne degli angeli
e i languidi cori celesti:
ci bastano le penne del passero
e il canto stridulo del merlo
tra le foglie del platano.
Strade d'autunno fasciate di nebbia
e case che s'accendono
e fanno lume nella notte.
Signore, non c'è bisogno di grandi stelle comete:
bastano queste luci e queste case,
se vieni a cenare con noi
e, se vieni, ti prego, non entrare a porte chiuse:
è così dolce la chiave che canta nella toppa,
quando si attende l'amato!
Io non attendo altre strade,
io non ti chiedo altre case
o altre sere o altri mondi;
ma questo, questo dolcissimo mondo
abitato da te”.
ANONIMO

Preghiera
Signore nostro Dio,
in questo giorno in cui la nostra stella,
il Sole, è nel suo Equinozio
e ci fa entrare nella stagione dolce dell’Autunno,
che ricorda la fragilità e l’impermanenza della vita,
noi ti preghiamo che ogni uomo
abbia sentimenti di compassione
verso tutti gli esseri viventi,
tanto deboli e soggetti al declino e alla morte;
allora il nostro cuore rifletterà il tuo amore. 
Per Cristo, nostro Signore. - Amen.




Testimonianza di Suor Emmanuel & Messaggi straordinari da Medjugorje DELLA REGINA DELLA PACE a Ivan

Ricevuto da  Jimy e volentieri postato per tutti.

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE A IVAN, 16 SETTEMBRE 2012 (ore 18,40);
incontro di preghiera a Rivoli (Torino).
Ivan: "È difficile trovare parole per descrivere la Bellezza e l’Amore della Madonna.
È venuta a noi questa sera particolarmente gioiosa e felice.
È venuta in mezzo a noi con tre Angeli.
Ci saluta tutti col suo saluto materno:
«Sia lodato Gesù, cari figli miei».
Poi la Madonna stende le sue mani, e poi prega nella sua lingua aramaica sopra tutti noi, con le mani distese, per un tempo prolungato.
In maniera particolare prega sopra voi malati qui presenti.
Poi, in maniera individuale, prega sopra voi sacerdoti qui presenti all’incontro.
Poi benedice tutti noi con la sua benedizione materna.
Benedice anche tutti gli oggetti sacri portati qui per la benedizione.
Poi la Madonna un tempo dedica e prega per la Pace nel mondo.
E poi dice anche a noi:

«Cari figli, anche questa sera vi voglio aiutare.Pregate per la Pace.Pregate insieme a Me per la Pace nel mondo.Pace, cari figli! Soltanto Pace!Io prego insieme con voi per la Pace nel mondo.Per questo vi dico: perseverate cari figli nella preghiera!Grazie, cari figli, perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata».In maniera particolare ho raccomandato tutti voi, le vostre necessità, le vostre famiglie.In maniera particolare ho raccomandato tutti voi malati e i sacerdoti presenti.Poi segue una conversazione privata un pochino prolungata tra me (Ivan) e la Madonna.Dopo questa conversazione privata la Madonna se ne va nella preghiera.Se ne va nel segno della Luce e della Croce, col saluto:«Andate in Pace, cari figli miei!»




Messaggio di Medjugorje del 19 settembre 2012 straordinario - Ivan

Cari figli, anche oggi in maniera particolare vi voglio invitare dipregare per tutti i governanti, che con il potere che Dio gli ha dato,promuovano la pace, che lavorino per il bene dell’uomo. Desidero carifigli, che anche loro siano strumenti nelle mie mani. Cari figli,pregate particolarmente per la vita. Grazie cari figli, perchè ancheoggi avete risposto alla mia chiamata.




Ciao a tutti, non so quanti l'abbiano già visto, ma non importa, vi
mando un video diviso in tre parti che è una testimonianza di Suor
Emmanuel, molto bello.
E con questo auguro a tutti un felice e pacifico fine settimana.

Il Signore ci accompagna sempre, diamogli la nostra mano.





YouTube - Video da questa email

venerdì 14 settembre 2012

ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE


LA LITURGIA DEL GIORNO
www.lachiesa.it/liturgia

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" La festa in onore della Croce venne celebrata la prima volta nel 335, in occasione della “Crucem” sul Golgota, e quella dell'"Anàstasis", cioè della Risurrezione. La dedicazione avvenne il 13 dicembre. Col termine di "esaltazione", che traduce il greco hypsòsis, la festa passò anche in Occidente, e a partire dal secolo VII, essa voleva commemorare il recupero della preziosa reliquia fatto dall'imperatore Eraclio nel 628. Della Croce trafugata quattordici anni prima dal re persiano Cosroe Parviz, durante la conquista della Città santa, si persero definitivamente le tracce nel 1187, quando venne tolta al vescovo di Betlem che l'aveva portata nella battaglia di Hattin.
La celebrazione odierna assume un significato ben più alto del leggendario ritrovamento da parte della pia madre dell'imperatore Costantino, Elena. La glorificazione di Cristo passa attraverso il supplizio della croce e l'antitesi sofferenza-glorificazione diventa fondamentale nella storia della Redenzione: Cristo, incarnato nella sua realtà concreta umano-divina, si sottomette volontariamente all'umiliante condizione di schiavo (la croce, dal latino "crux", cioè tormento, era riservata agli schiavi) e l'infamante supplizio viene tramutato in gloria imperitura. Così la croce diventa il simbolo e il compendio della religione cristiana.
La stessa evangelizzazione, operata dagli apostoli, è la semplice presentazione di "Cristo crocifisso". Il cristiano, accettando questa verità, "è crocifisso con Cristo", cioè deve portare quotidianamente la propria croce, sopportando ingiurie e sofferenze, come Cristo, gravato dal peso del "patibulum" (il braccio trasversale della croce, che il condannato portava sulle spalle fino al luogo del supplizio dov'era conficcato stabilmente il palo verticale), fu costretto a esporsi agli insulti della gente sulla via che conduceva al Golgota. Le sofferenze che riproducono nel corpo mistico della Chiesa lo stato di morte di Cristo, sono un contributo alla redenzione degli uomini, e assicurano la partecipazione alla gloria del Risorto. "

mercoledì 12 settembre 2012

L'amore di Gesù non ha mai fine ...




Molte sono le cose che nella nostra vita ci indicano quanto grande sia l'Amore di Dio verso di noi.
Purtroppo sovente non lo capiamo.
Ma con un po' di apertura al Grande Mistero, attraverso i Sacramenti, ma soprattutto attraverso la preghiera, possiamo cogliere questa infinita Grazia.


Si può credere a qualunque cosa. Ma ci si rende conto quando qualcosa viene miseramente dall'uomo oppure proviene da Dio, anche se ci si ritiene non credenti, basta aprirsi completamente al Mistero, mente, cuore e spirito ed allora anche gli occhi si aprono alla Verità più semplice che ci sia.
Ma noooo! Non ci vuole mica la laurea, ne tanto meno un fisico bestiale.
Basta un po' di umile coraggio, tutto il resto viene da se


Buona giornata a tutti. Jimy

La lotta dello Spirito


"Oggi è una di quelle giornate strane, pesanti, dal sapore amaro, avvolte dalla nebbia, e come sovente accade, per grazia divina, qualcosa arriva inaspettata per renderla migliore.
Talvolta ci sentiamo al settimo cielo; accolti ed amati.....forti e felici....."realizzati".
Talaltra un colpo di vento spazza via la bella composizione che avevamo realizzato lasciandoci in mezzo ad un deserto, da soli insieme alla nostra tristezza.
Lo spirito cerca la sua strada mentre la nostra solidità, spesso, ne percorre un'altra.
La lotta che avviene dentro il cuore è invisibile e silenziosa, solitaria, e spesso fa più "male" di quanto ne faccia quella che si svolge la fuori, "nei campi di battaglia".
Grazie a Dio la Madonna ci è vicina e ci aiuta in questa ardua impresa portandoci a Suo Figlio Gesù.

Jimy
IL VALORE DELLA VITA
Il conferenziere iniziò il suo intervento, sventolando una banconota verde da 100 Euro...e dicendo :
" Chi vuole questa banconota da 100 Euro ? "


Si alzarono varie mani, ma il conferenziere chiarì:
" Prima di consegnarla, però, devo fare una cosa ! "

Stropicciò la banconota furiosamente, poi disse:
"Chi la vuole ancora?".

Le mani vennero sollevate di nuovo.
" E se faccio così ? "

Lanciò la banconota contro il muro e, quando ricadde sul pavimento, la calpestò; poi la mostrò nuovamente all'uditorio:
era ormai sporca e malconcia...e disse :
"Qualcuno la vuole ancora?".

Come al solito, le mani si alzarono.
Per quanto fosse maltrattata, la banconota non perdeva nulla del suo valore !

Molte volte, nella vita, veniamo feriti, calpestati, maltrattati ed offesi: eppure, davanti a Dio, manteniamo sempre il nostro valore !
Se vogliamo riconquistare la serenità perduta, ogni tanto dovremmo ricordarci di questa verità.




 Grazie a Jimy ... per le parole e le immagini.

Nei piani di Dio
CRESCITA



martedì 11 settembre 2012

Vangelo del Giorno


LA PAROLA DI OGGI

Martedì, 11 settembre 2012
Ss. Proto e Giacinto
XXIII tempo ordinario - (B) - III


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Conoscere la Parola, Vivere la Parola,
Amare la Parola, Annunciare la Parola...
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VANGELO (Lc 6,12-19)Passò tutta la notte pregando e scelse dodici ai quali diede anche il nome di apostoli.
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio.
 Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne
scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al qualediede anche il nome di Pietro;
Andrea,
suo fratello; Giacomo, Giovanni,Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone,detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne
il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.
 C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti perascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti.
 Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.Parola del Signore.

RiflessioneLuca riporta i nomi dei dodici apostoli, scelti da Gesù; essi ci sono quasi sconosciuti nei loro tratti particolari. Solamente di Pietro, che apre la lista, e di Giuda, che la chiude, sappiamo qualcosa di più, e in particolare il loro tragico rinnegamento e tradimento del Maestro. Siamo informati che Pietro subito dopo si è pentito, e che Giuda, almeno apparentemente, è morto impenitente e suicida; eppure il loro nome mai è stato cancellato dalla lista dei dodici. La chiamata di Dio è irrevocabile, perché tale è l'amore, che sta alla base di ogni vocazione divina. La base portante della chiesa è peccatrice fin dall'inizio, e sempre sarà tentata di tradire il suo Signore. Noi, attuale popolo di Dio, non siamo per nulla diversi; eppure il Signore ci ama, non ci rinnega, attende con speranza il nostro ritorno a lui per purificarci e salvarci. Non resistiamo all'amore di Dio, ma gettiamoci fiduciosi nelle sue braccia paterne e amorose._#_#_#_#_#_#_#_#_#_

giovedì 6 settembre 2012

lectio : Vangelo di Luca cap.11

Leggiamo insieme la Scrittura giorno per giorno: il vincolo di unità e di pace per tutti noi!

 

><> San Luca ><>

 Lc 11,1-4

1 Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
4 e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».

 COMMENTO DI GIOVANNI Giovanni Nicolini

Rispetto al testo parallelo di Matteo 6,9-13 dove la preghiera comunemente chiamata “il Padre nostro” è interna al grande Discorso di Gesù sul monte, la particolarità preziosa di Luca è che essa sia come “provocata” dalla preghiera stessa del Signore. Mi sembra che questo tenda a suggerire che Egli insegni ai discepoli la preghiera che Lui stesso rivolge al Padre. Più volte abbiamo notato come Luca ami sottolineare questa preghiera di Gesù, soprattutto nel passaggi più importanti della sua vita e del suo insegnamento. Oggi mi sembra un grande regalo pensare che Egli ci coinvolga e ci immerga nella sua stessa preghiera!
La versione di Luca è più breve di quella di Matteo. Provo a sottolinearne qualche passaggio. In Luca manca l’aggettivo possessivo accanto al termine “Padre”. Molte volte abbiamo sottolineato la preziosità di quel “nostro”, così esigente per sottolineare che siamo tutti un’unica famiglia di figli di Dio. Il testo di Luca ci porge un altro regalo ugualmente prezioso, ed è quello di poter dire semplicemente “Padre”, come appunto Lui dice nella sua preghiera! E’ proprio la preghiera di Gesù che diventa la nostra preghiera!
Il ver.3 sembra volerci costringere a cercare una precisazione circa la richiesta del “pane quotidiano”, perché provoca un interrogativo che la versione italiana supera con una specie di “ripetizione”: pane “quotidiano” richiesto per “ogni giorno”. Non voglio adesso affrontare un quesito che è grande, e troppo grande per me. Tuttavia mi permetto di accennare che quello che noi chiamiamo “pane quotidiano” ha un rilievo profondo, che tende a sottolineare quanto questo pane di “ogni giorno” sia “essenziale”, non se ne possa fare a meno.
Circa la versione dell’ultima richiesta della preghiera – “non abbandonarci alla tentazione” – so che si sta stabilendo una espressione nuova e ufficiale. Certamente la nostra consueta invocazione “non indurci in tentazione” porta con sé dei problemi. Non so che cosa verrà deciso. Mi limito a ricordare di aver trovato anni fa un suggerimento che mi sembra abbastanza convincente. Si tratta del fatto che la lingua greca come anche quella italiana non ha una forma verbale detta “causativa”. In concreto, un’ipotesi sarebbe “nella tentazione fa’ che non entriamo”. Scusate le chiacchere.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.


Lc 11,5-8

5 Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, 6 perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, 7 e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, 8 vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

giovanni nicolini 30 agosto 2012 08:26
Mi è sempre piaciuta molto questa “parabolina” che il solo Luca ricorda. E mi piace sempre di più! Mi piace questo “mondo” dei tre amici, dove io, come, credo, ogni ascoltatore di questa Parola, sono quello “in mezzo” tra un amico cui si vuole poter offrire qualcosa, e l’ “Altro”, amico essenziale per risolvere il problema della mia indigenza e del mio desiderio di accogliere il mio amico in viaggio e il suo bisogno di ricevere un sostentamento.
Giustamente le note delle bibbie collegano questa parabola con quella che incontreremo, se Dio vorrà, in Luca 18,2-8: una parabola sulla preghiera, dunque. Ma è bellissimo poter cogliere l’orizzonte di questa “preghiera”! Appunto, l’orizzonte dell’amicizia. Chi a mezzanotte è in viaggio sa dove andare: dal suo amico. Questo amico che non avrebbe niente da offrirgli sa dove andare: dall’amico “importante”, che sicuramente ha da prestargli i tre pani necessari per accogliere e sostentare l’altro.
Ed è straordinaria l’immagine dell’Amico, che è Dio(!), a letto con i suoi bambini e che non vuole essere disturbato! Coraggio, bisogna insistere…e alla fine cederà! Magari brontolando, ma almeno per liberarsi dell’amico scocciatore…cederà! E’ meraviglioso che questa “amicizia” sia dunque il grande protagonista dell’episodio. Sia il dato di fatto e il segreto di potenza per me che sono un poveretto e non ho niente da dare, e per l’altro amico al quale non posso non dare niente.
Dobbiamo pensare qualcosa anche dei “bambini” che sono a letto con Lui? Forse sono i più piccoli e i più poveri, e quindi sono forse i prediletti. Bisogna tenerne conto! Rispetto a loro noi non meriteremmo e non potremmo pretendere l’attenzione e l’offerta dell’Amico che dorme con loro. La nostra forza sta proprio nella nostra “povertà”. Non saremo come quei bambini piccoli e prediletti, ma in fondo siamo dei poveretti anche noi. E siamo in ogni modo collocati in quella ricca relazione di amicizie che è troppo impegnativa per i nostri grandi limiti. Che bello essere amici e volersi bene!
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

Lc 11,9-13

 9Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!»
.
COMMENTO DI GIOVANNI
 La presenza di Dio tra noi nel suo Figlio tende ad avvicinare profondamente la nostra comune esperienza di vita a quello che viviamo nella nostra relazione con Dio. Oggi è dominante la figura del Padre. Dio Padre non viene esplicitamente nominato se non nell’ultimo versetto del nostro brano, ma viene come “dedotto” e svelato con il paragone dei padri terreni, nel loro comune agire nei confronti dei loro figli. Sono molto efficaci le due domande retoriche: “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede…” dei vers.11-12. Quello che normalmente fanno i padri terreni diventa immagine dell’agire divino, che non può essere peraltro espresso se non con quel “quanto più il Padre vostro celeste…”. Questo ci mostra quanto sia preziosa e delicata la nostra vita chiamata ad essere umile immagine della comunione con Dio Padre! Nell’esperienza comune in cui molti oggi si ritroveranno, quanto è decisivo il volto e il modo della nostra vita quotidiana come immagine del mistero di Dio e della nostra relazione con Lui! Come è grande e profondo il ruolo che la nostra umile quotidianità esercita nel cammino e nell’esperienza della fede! L’importanza e la preziosità della “parabola” della vita resta tale anche quando è evidente l’immensità incomparabile del dono divino: i padri terreni possono e vogliono dare ai loro figli che gliele chiedono delle semplici “cosa buone”(ver.13). “Il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono”! Ebbene: mi sembra si debba dire che è proprio la piccola vicenda delle nostre buone relazioni umane a promuovere e accompagnare l’esperienza della vita di fede. Quanto ci sentiamo debitori verso tutti coloro che con la buona “liturgia” della loro vita ci hanno rivelato e confermato la misura infinita del dono di Dio! Anche perché è attraverso gesti semplici e comuni celebrati tra noi che possiamo capire qualcosa del dono del Padre che ci dona Se stesso dandoci il suo Spirito. Come a dire: quando nostro padre ci ha dato un pesce o un uovo che gli chiedevamo, abbiamo colto il segno del dono divino dello Spirito.
 Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.

Lc 11,14-26

14 Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. 15 Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». 16 Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. 17 Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. 18 Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. 19 Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. 20 Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
21 Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. 22 Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. 23 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.
24 Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. 25 Venuto, la trova spazzata e adorna. 26 Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

Giovanni nicolini 01 settembre 2012 11:55

 

Abbiamo già incontrato il Signore nella sua opera di liberazione dal Male. Ora mi sembra che questo ritorni nella memoria evangelica come un dato interno alla nostra vita con Lui, come un dato permanente della sua opera di salvezza per noi. Mi sembra che non dobbiamo dimenticarlo! Si tratta di un dato permanente dell’esperienza del credente. Non ricordare la presenza di questa “inimicizia” è pericoloso, perché ci espone ad una ipotesi di solitudine drammatica con la vicenda del nostro peccato. Invece, il Signore è attivo e opera instancabilmente a nostro favore.
Questa sua opera di liberazione dal Male deve essere individuata e colta con forza e con chiarezza. Tra Lui e i demòni c’è assoluta separazione e assoluta inimicizia. E Gesù fa questo “con il dito di Dio”: con Lui e in Lui è giunto a noi il regno di Dio. Più che essere protagonisti di questa lotta, noi ne siamo il campo di battaglia, la preda da conquistare. Non siamo certamente noi a poter scacciare il Male. Lo può fare solo quel “più forte”(ver.22) che vince “l’uomo forte, bene armato, che fa la guardia al suo palazzo”: così viene qualificato il demonio! E Gesù è quel “più forte di lui”! Per questo, la nostra alleanza piena con Gesù deve essere profonda e senza limiti: “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde”. Dunque, il cristiano certamente conosce e sperimenta il peccato, anzi, solo il cristiano lo conosce, perché solo lui ne coglie la particolarità e la drammaticità, perché ben conosce la potenza buona del Signore e della vita con Lui.
E’ molto importante considerare con attenzione anche i vers.24-26, che ci dicono come questa insidia non cessi mai. Anzi, la liberazione operata da Dio e la condizione luminosa in cui si trova i discepolo amato e protetto dal suo Signore, lo espone a sempre nuove insidie. Tutte queste Parole che oggi ci vengono regalate mi sembrano un antidoto prezioso nei confronti di un’angoscia che inevitabilmente ci assalirebbe se ci pensassimo soli davanti al mistero del Male.
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni, che oggi con te ringrazia il Signore per la testimonianza luminosa che ha donato alla Chiesa e al mondo attraverso il suo figlio Carlo Maria Martini.

Lc 11,27-28


29Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. 30Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. 31Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. 32Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona.

lunedì 3 settembre 2012

Ultimo messaggio da Medjugorje


Dato a Mirjana, il 2 Settembre 2012
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Cari figli, mentre i miei occhi vi guardano, la mia anima cerca anime con le quali vuole essere una cosa sola, anime che abbiano compreso l’importanza della preghiera per quei miei figli che non hanno conosciuto l’Amore del Padre Celeste. Vi chiamo perché ho bisogno di voi. Accettate la missione e non temete: vi renderò forti. Vi riempirò delle mie grazie. Col mio amore vi proteggerò dallo spirito del male. Sarò con voi. Con la mia presenza vi consolerò nei momenti difficili. Vi ringrazio per i cuori aperti. Pregate per i sacerdoti. Pregate perché l’unione tra mio Figlio e loro sia più forte possibile, affinché siano una cosa sola. Vi ringrazio