Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

lunedì 1 ottobre 2012

Da il Vangelo giorno di oggi ...Santa Teresa di Lisieux



1 Ottobre. Santa Teresa di Lisieux


Appena do un’occhiata al Santo Vangelo,
subito respiro i profumi della vita di Gesù
e so da che parte correre… Non è al primo
posto, ma all’ultimo che mi slancio…
Sì lo sento, anche se avessi sulla coscienza
tutti i peccati che si possono commettere,
andrei, con il cuore spezzato dal pentimento,
a gettarmi tra le braccia di Gesù,
perché so quanto ami il figliol prodigo che ritorna a Lui.
Teresa di Lisieux

Mt. 18, 1-4
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?». Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.


IL COMMENTO

L’ambizione è sempre figlia dell’insoddisfazione, dell’esigenza insopprimibile di colmare il vuoto che sperimentiamo. Tutto appare sfuggevole e precario, incapace di saziarci. Così si fa strada in noi l’illusione che in una certa grandezza vi sia la possibilità di dare consistenza e certezze alla nostra vita. Essere il più grande, la stessa tentazione che ha sedotto Adamo ed Eva, diventare come Dio, salire più in alto di tutti per decidere, dirigere e proteggere la propria vita senza nessuno che contesti e frustri i nostri desideri. Il più grande in un affetto, al lavoro, nello studio, tra fratelli e amici, nel matrimonio, nella Chiesa. Il più grande per non scomparire e avere spazio nel cuore degli altri. Grandi, per essere cercati, accolti, compresi, apprezzati, ricordati, amati… Anche chi si nasconde nella timidezza cerca la stessa grandezza; spesso ci si sottomette all’evidenza della realtà covando risentimento, e l’apparente umiltà è solo un soprabito indossato per vestire le frustrazioni.
Ma la felicità, la beatitudine, la pace sono regali preparati per i bambini; non importa se capricciosi o irritanti, perché un bambino è amato proprio per la sua piccolezza. Più è debole, goffo e insicuro, più è oggetto di tenerezze e attenzioni. Non si può non amarlo, anche quando sbaglia, cade, urla e strepita o si chiude nel silenzio dei sogni infranti. Santa Teresa di Lisieux lo aveva compreso: Dio cerca, predilige e ama la piccolezza, la nostra realtà senza ipocrisie. Per questo una porta “porta stretta” schiude il passo al Regno dei Cieli. Per entrarvi non sono necessari sforzi e fantasie, le dimensioni di quell’uscio coincidono esattamente con le nostre, quelle “originali” con le quali Dio ci ha creati. Convertirci è, semplicemente, ritornare a quelle misure, al pensiero di Dio su ciascuno di noiquello che avanza non ci appartiene, è falso, fonte di sofferenza e frustrazione. Diventare come bambini, significa dunque aprire senza paura gli occhi su noi stessi e amare la nostra piccolezza, accogliere la storia che con la Croce pota il superfluo. Anche oggi infatti, Lui ci “chiama a sé”, piccoli “in mezzo” ai tanti grandi secondo la carne, ma i “più grandi” nel suo cuore, il Regno di Dio così vicino a noi.
 

Teresa di Lisieux: Biografia, Proclamazione e Lettera Apostolica

Teresa di Lisieux: Storia di un'anima - Manoscritto "C"


SCRITTO AUTOBIOGRAFICO C
diretto a madre Maria di Gonzaga


Teresina, il rosario e la santità...


 
Il mese di ottobre, che inizia oggi,  è per eccellenza il mese
del santo rosario. Lo è per due ragioni.
Innanzi tutto perchè il 7 ottobre la liturgia
celebra la memoria della Beata Vergine
Maria del Rosario, istituita da S. Pio V
in occasione della vittoria navale del 7 ottobre
1571, a Lepanto contro i Turchi, inoltre,
il 13 Ottobre ricorre l’ultima apparizione
della Madonna a Fatima, nel 1917, sul
finire della prima guerra mondiale. La Madonna,
a Fatima, ha raccomandato in modo
speciale la recita del santo rosario per
ottenere il dono della pace.
Ai nostri giorni, grazie anche all’insegnamento
e all’esempio di Giovanni Paolo II,
il rosario è ritornato a fiorire nella Chiesa.
In più oggi celebriamo la memoria liturgica di Teresa di Lisieux, 
"la più grande santa dei tempi moderni", secondo le parole di san Pio X.
Di seguito riporto tre piccoli pensieri di Teresa, due sulla preghiera del Rosario
e uno sulla santità.

 * * *
Finché il Rosario sarà recitato, Dio non potrà abbandonare il mondo, perchè questa preghiera è potente sul suo Cuore.
* * *
 Col Rosario si può ottenere tutto. Esso è una lunga catena
che lega il cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani
e l'altra in quelle della Santa Vergine.
Non c'è preghiera più gradita a Dio del Rosario.

* * *

"Umiliarsi e sopportare con dolcezza le proprie imperfezioni, ecco la vera santità"

Santa Teresa di Lisieux (al secolo Thérèse Françoise Marie Martin, 1873-1897)

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