Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

lunedì 3 agosto 2015

Nell'eremo con Gesù.

Lunedì della XVIII settimana del Tempo Ordinario

Nell'eremo con Gesù


αποφθεγμα Apoftegma

Chiediamoci: come seguo io Gesù? 
Gesù parla in silenzio nel Mistero dell’Eucaristia 
e ogni volta ci ricorda che seguirlo vuol dire uscire da noi stessi 
e fare della nostra vita non un nostro possesso, 
ma un dono a Lui e agli altri.

Papa Francesco


Come "le folle", anche noi abbiamo "saputo" dove è andato Gesù con la "barca" della sua Chiesa; abbiamo cioè ascoltato e accolto l'annuncio del Vangelo e lo abbiamo "seguito" camminando "a piedi" dalle nostre "città". E su questo cammino ci siamo fidanzati e poi sposati, ci siamo aperti alla vita, abbiamo studiato e lavorato, qualcuno ha accolto la chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata. Insomma, abbiamo cercato di compiere la volontà di Dio. Ma poi, il rapporto tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fidanzati e amici ha cominciato a farsi difficile se non impossibile, il ministero ha rivelato le sofferenze che suppone, e siamo arrivati anche noi nel "luogo deserto". Fratelli, il nostro matrimonio non è oggi un vero e proprio "eremo", secondo l'originale greco reso con "luogo deserto"? Nelle diverse circostanze della nostra vita, non stiamo sperimentando la solitudine propria degli "eremiti"? Probabilmente, quando abbiamo accolto la predicazione e abbiamo deciso di vivere nella volontà di Dio seguendo le orme del Signore non abbiamo compreso davvero quello che significava... Non ci siamo fidanzati nel desiderio di rinchiuderci in un eremo; non ci siamo sposati per restare soli; non siamo diventati preti o suore per non essere ascoltati e compresi. Ed è proprio con questi pensieri che il demonio ha spesso buon gioco con la nostra mente e il nostro cuore. Perché per tutti arriva "la sera", il momento in cui la carne esige il contraccambio per aver obbedito e seguito il Signore; arriva cioè la fame perché intorno scopriamo di non avere nulla di cui saziarci, e l'uomo vecchio che si era nascosto così bene, esce allo scoperto, come accadde al Popolo di Israele nel deserto, e comincia a mormorare in noi, desiderando il cibo di cui si nutre l'uomo che si corrompe dietro alle passioni ingannatrici: agli e cipolle, affetto e stima, successo e prestigio, attenzioni e lodi, e poi denaro e cose, piacere e consolazioni. E invece nulla di tutto questo. Abbiamo seguito il Signore che ci aveva parlato nella sua Chiesa promettendoci una vita nuova e felice, e niente, dopo tanto cammino ci accorgiamo che quello che abbiamo creduto essere comunione e felicità si è rivelato un "eremo" inospitale e senza cibo. Il coniuge si chiude in se stesso proprio quando ne avremmo più bisogno, i figli ci sfuggono spezzando i sogni e le speranze riposte su di loro, il fidanzato si rivela un egoista, gli amici ci volgono le spalle infilati nei propri problemi. Che fare allora? Beh, il demonio ha la soluzione giusta! Non resta che scappare dall'eremo e "andare nei villaggi a comprare da mangiare". Ma occorrono soldi, sforzi, compromessi. Occorre tornare al mondo e abbandonarsi ai suoi costumi e ai suoi valori, perché "nei villaggi" nessuno ti regala nulla. Quanti di noi, pur avendo seguito il Signore, anche nel presbiterato e nella vita religiosa, al sopraggiungere della sera buia di delusioni e problemi, all'apparire della Croce, si è lasciato sedurre dal demonio ed è tornato sui propri passi, sino all'Egitto dal quale l'amore di Dio lo aveva liberato, sperimentandovi delusioni più cocenti, perché lucidamente cercate nell'illusione di scamparle. 
Fratelli, accettiamo la verità: abbiamo camminato dietro al Signore conservando l'Egitto nel cuore. Non sono bastati anni di seminario e di ministero, di fidanzamento e di matrimonio; non sono bastati i milioni di passi deposti sulle orme nel Signore accompagnati dalla Chiesa. La "sera" ci smaschera, come ha smascherato gli apostoli che da tanto erano accanto a Gesù. Eppure proprio la "sera" nella quale stai vivendo oggi è il "luogo" della tua salvezza. Conseguenza dei tuoi peccati e non di un inganno di Dio come vorrebbe farti credere il demonio, in essa puoi finalmente incontrare la "compassione" di Gesù e rinnegare davvero te stesso, gettando all'anatema l'Egitto che ti sei nascosto in un angolo di cuore. Gesù, infatti, "è partito" per "ritirarsi in disparte" a causa della Verità per la quale Giovanni Battista ha perduto la vita. Quel "luogo deserto" è immagine delle conseguenze di solitudine, infecondità e morte di chi pensa e fa ciò che "non gli è lecito". E' vero dunque, come ci dice il demonio, che in quel posto non c'è vita; ma non è vero che sia stato Gesù a portarci a morire, anzi. Gesù prende su di sé le conseguenze della superbia con cui l'uomo ha tagliato con Dio illudendosi di poter decidere da solo cosa sia "lecito" e cosa non lo sia. Ma ti rendi conto? Gesù è già lì, al fondo del tuo dolore, della tua solitudine! Gesù si è "ritirato" per te e per me nel sepolcro dove è sepolto il tuo matrimonio, la relazione con quel parente o quel fratello. Gesù è sceso nella tua morte prima di te, spinto in essa dai tuoi peccati, dal tuo aver fatto lecito quello che per la tua anima era illecito. Gesù è già al capolinea deserto dei tuoi adulteri, dei tuoi furti, delle tue concupiscenze e avarizie! Gesù è venuto nella nostra solitudine per colmarla del suo perdono; nella nostra sofferenza per averne "compassione". Per questo, nel nostro eremo, il Signore ci annuncia che "non occorre" andare da nessuna parte a cercare pane e salvezza! Fratelli, la realtà che stiamo vivendo è l'"eremo", identico a quello dei monaci del deserto e delle suore di clausura, nel quale il nostro Sposo ci attende per moltiplicare la sua vita in noi. Non c'è altro matrimonio che questo, non esistono figli diversi, perché il suo amore si riversa pienamente nell'eremo e nella sera che stiamo vivendo. Appoggiamoci alla predicazione della Chiesa per non dubitare che, proprio nel deserto dove è impossibile vivere Gesù ha il potere di "moltiplicare" la vita, di farci risorgere con Lui! In qualunque situazione ci troviamo, se è vero che siamo peccatori, la cosa di gran lunga più importante è che Lui è con noi e per noi! Per questo ci dice oggi: "voi stessi date loro da mangiare". Sì, "non occorre" altro che "portare" a Lui quello che abbiamo già ricevuto nella Chiesa, la sua Parola (i "cinque pani" segno dei "cinque" rotoli della Torah) deposti nelle nostre mani macchiate dai peccati; e i "due pesci", segno della nostra vita così com'è, la natura umana corruttibile, unita alla natura divina che si dona a noi nei sacramenti che ci amministra la Chiesa. E' il grande mistero che ci confonde e ci umilia: le nostre mani sono quelle che sono, le nostre forze tante volte spese a servizio della menzogna; ma è in esse che, ogni giorno, il Signore depone se stesso, Parola fatta carne, per moltiplicare la vita nella morte di chi ci è accanto. Consegniamoci a Cristo allora, così come siamo, e vedremo la "folla" delle situazioni inestricabili, le relazioni affamate di amore e pienezza, le debolezze di cui sono immagini le "donne" e i "bambini", obbedire alla Parola creatrice di Gesù e "distendersi" sui prati "d'erba" fresca che segnano l'anticipo del Paradiso. L'eremo del matrimonio, infatti, non è la prigione dove sentirsi condannati alla schiavitù, ma il pascolo verde dove i coniugi, deboli e affamati, non cercano l'uno nell'altro quello che non si possono dare, ma dove insieme si consegnano a Cristo perché sazi d'amore i loro cuori. Solo dopo aver "mangiato" di Cristo, e "saziati" del suo amore, potranno consegnarsi mutuamente senza esigersi nulla, perché in loro "avanzerà" vita, amore e misericordia. Non cercheranno nell'altro l'alimento con cui saziarsi, ma, al contrario, divenuti apostoli di Cristo, come le "dodici ceste" che ne sono immagine, nella sovrabbondanza dell'amore di Dio, si lasceranno "portare via" tempo e idee, criteri e progetti, perché ormai in essi la vita ricevuta non si esaurisce più. Così in ogni altra relazione, in ciascun evento della vita, quando "si fa sera", sapremo che è giunto il momento di abbandonarsi alla "benedizione" di Gesù, che trasforma in "bene" ogni nostro male; Lui saprà "alzare con gli occhi" anche la nostra carne "verso il Cielo", "spezzandoci" come pane consegnato alla Chiesa e da questa ad ogni uomo, cominciando dai più vicini e intimi. 
    
QUI IL COMMENTO COMPLETO E MOLTI APPROFONDIMENTI



L'ANNUNCIO
Dal Vangelo secondo Matteo 14,13-21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Monday of the Eighteenth Week in Ordinary Time

Hermitage with Jesus






αποφθεγμα  apophthegm

Ask yourself as I follow Jesus? 
Jesus speaks silently in the Mystery of the Eucharist 
and each time reminds us that following him means out of ourselves 
and make our lives not our possession, 
but a gift to Him and to others.

Pope francesco





As "the crowds," we also "knew" where Jesus went with the "boat" of his Church; that is, we have heard and received the proclamation of the Gospel and we "followed by" walking "walk" from our "city". And on this path we got engaged and then married, we are open to life, we have studied and worked, someone has accepted the call to the priesthood or consecrated life. In short, we have tried to fulfill the will of God.  But then, the  relationship between husband and wife, between parents and children, between boyfriends and friends began to be difficult if not impossible, the ministry revealed the suffering that supposed, and we we arrived in the "desert place". Brethren,  our marriage is now a real "retreat", according to the original greek made ​​with "the wilderness"? In different circumstances of our life, we are not experiencing the solitude of their  " hermits "?  Probably, when we welcomed the preaching and we decided to live in the will of God in the footsteps of the Lord we have not really understood what it meant ... Not we got engaged in the desire to shut ourselves up in a hermitage,  there were married to be alone; we have not become priests or nuns for not being heard and understood. It is with these thoughts that the devil has often good game with our minds and our hearts.  Because for all comes "in the evening", the time when the meat demands recompense for obeying and following the Lord; that hunger comes around because we discover that we do not have anything to be satisfied, and the old man who had hidden so well, comes out, as happened to the people of Israel in the desert, and begins to murmur at us, wanting food She feeds the man who is corrupt to the deceitful lusts: garlic and onions, affection and esteem, success and prestige, attention and praise, and then money and things, pleasure and consolation.  But nothing like this. We followed the Lord had spoken to us in His Church and promised a new and happy life, and nothing, after all this way, we realize that what we believed to be communion and happiness has been a "hermitage" inhospitable and without food. The spouse quits himself just when we need it most, the children escape us breaking the dreams and the hopes placed on them, the boyfriend reveals a selfish, friends we turn away tucked into their problems.  What then ? Well, the devil has the solution! We just have to get away from the hermitage and "go to the villages to buy food." But it takes money, effort, compromise. We must return to the world and indulge in its customs and its values, because "in the villages" nobody gives you anything. How many of us, by following the Lord, even in the priesthood and religious life, the arrival of the dark night of disappointments and problems, the appearance of the Cross, has been seduced by the devil and came back to where they started, up to ' Egypt from which the love of God had delivered him, sperimentandovi more bitter disappointments, because clearly the illusion of looking scamparle. 
Brothers, we accept the truth: we walked back to the Lord preserving  Egypt  in the heart. Not enough years of seminary and ministry, engagement and marriage; They were not enough for the millions of steps deposed footsteps in the Lord accompanied by the Church. The "evening" there unmasks, as has unmasked the apostles that they were so close to Jesus.  And yet the "evening" in which you are living today is the "place" of your salvation. Consequence of your sins and not a deception of God as he would like you to believe the devil in it can finally meet the "compassion" of Jesus and really deny yourself, throwing anathema Egypt that you hid in the corner of heart.  Jesus, in fact, "she left" to "come away" to  cause the Truth to which John the Baptist lost his life. The "desert place" is the image of the consequences of loneliness, infertility and death of those who think and do what "he is not permitted." It 's true, then, as it tells the devil, that in that place there is no life; but it is true that Jesus was to take us to die, indeed. Jesus takes upon himself the consequences of the pride with which he cut the man with God under the illusion of being able to decide for himself what is "lawful" and what is not.  But do you realize? Jesus is already there, in the depths of your pain, your loneliness! Jesus has "withdrawn" for you and me in the grave where you buried your marriage, your relationship with that relative or that brother. Jesus fell to your death before you, pushed it from your sins, from your having made ​​lawful what was unlawful for your soul. Jesus is already at the terminus of the desert your adulteries, your theft of your lusts and avarice!  Jesus came into our solitude to fill her of his forgiveness; in our suffering to have "compassion".  Therefore, in our retreat, the Lord tells us that he "does not need" to go anywhere to look for bread and salvation! Brothers, the reality we are experiencing is the '"hermitage", identical to that of the desert monks and nuns, in which our Bridegroom awaits us to multiply his life in us. There is no other marriage than that, there are several children, because his love is poured out fully in the hermitage and in the evening we are experiencing. A ppoggiamoci the preaching of the Church for not doubt that, right in the desert where it is impossible to live Jesus has the power to "multiply" the way and let us rise with Him  in whatever situation we are in, if it is true that we are sinners, it far more important it is that He is with us and for us! For this tells us today: " you give them something to eat . "  Yes, "not necessary" but "bring" to Him what we have already received in the Church, His Word (the "five loaves" sign of the "five" Torah scrolls) placed in our hands stained by the sins; and "two fish", a sign of our life as it is, the corruptible human nature, coupled with the nature of God who gives himself to us  in the sacraments that administers the Church.  And 'the great mystery that confuses and humiliates us: the Our hands are those that are, many times our forces expenses in the service of lies; but it is in them that, every day, the Lord lays himself, the Word made ​​flesh, to multiply their lives in the death of those around us. Consegniamoci in Christ then, as we are, and  we will see the "crowd" of inextricable situations, relationships are hungry for love and fulfillment, the weaknesses of which are images of the "women" and "children", obey the creative Word of Jesus and " unwind "the meadows" grass "fresh that mark the advance of Paradise. L 'hermitage of marriage, in fact, not the prison to feel condemned to slavery, but the green pasture where spouses, weak and hungry, not looking into each other what you can give, but where together we deliver Christ because satiated love their hearts.  Only after "eating" of Christ, and "filled" of his love, will no duty to provide mutually surrender nothing, because their "advance" life, love and mercy. Will not seek another food with which to satiate, but, on the contrary, it becomes apostles of Christ, as the "twelve baskets" that are image, in an abundance of God's love, will they "take away" time and ideas , policies and projects, because by now they received life does not end more. So in any other relationship, in every event of life, when "it is evening," we will know that it is time to abandon the "blessing" of Jesus, which turns into "good" all our evil; He will "raise his eyes" our flesh "to Heaven", "spezzandoci" as bread delivered to the Church and by this to all men, beginning with the closest and most intimate. 



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ANNOUNCEMENT
From the Gospel according to Matthew 14,13-21
At that time, having heard [of the death of John the Baptist], Jesus went away from there in a boat and went off to a deserted place by themselves. 
But the crowds, having known and followed him walk from the city. Fell out of the boat, he saw a large crowd, he had compassion on them and healed their sick.
When it was evening, the disciples came to him and said: "The place is deserted, and it is now late; send the crowds away to go into the villages and buy food. " But Jesus said to them, "They need not depart; you give them something to eat. " They said, 'Here we have only five loaves and two fish. " And he said, "Bring them here." 
And he commanded the multitude to sit down on the grass, taking the five loaves and the two fish, raised his eyes to heaven, said the blessing, broke the loaves, and gave them to the disciples, and disciples to the crowd. 
All ate and were satisfied, and they took up the broken pieces, twelve baskets full. Those who ate were about five thousand men, besides women and children.

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