Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

domenica 10 novembre 2013

L'annuncio & LE ULTIME OMELIE di questa domenica.

L'ANNUNCIO
"Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi"
.Il Tempio di Gerusalemme è immagine di tutti noi: chiamati a vivere nella casa del Padre la vita santa dei suoi figli ci siamo trasformati in «un luogo di mercato», ormai impuro e inadatto al culto. Non è un caso che si proclami questo brano per celebrare la Dedicazione della Cattedrale di Roma, «madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe». Non celebriamo un tempio di mattoni, ma Cristo, l'autentico Tempio di Dio: in Lui e nel suo amore siamo chiamati a dimorare, per vivere la vita come un'interrotta liturgia di lode. Per questo Gesù, «Divorato dallo zelo», entra nel Tempio brandendo una «sferza di cordicelle»: come in un esorcismo comincia a cacciar fuori i demoni usurpatori. Usaprofeticamente il «flagellum» romano, dal greco «phragellion» del vangelo: il termine traduce l'ebraico «hebel», che significa allo stesso tempo «corda e dolori», in particolare «quelli del parto». Nella sua Pasqua il flagello che ha brandito durante laloro Pasqua, lacererà le sue carni, e sarà perdono per ogni uomo. Il flagello che, mercanti avidi e avari, non avremmo potuto schivare se il corpo senza peccato del Signore non ci avesse protetto: a Lui la morte, a noi la vita. Anche oggi, accogliendo il suo Spirito effuso dal suo spirare, possiamo rinascere: e così, come nel Rito della dedicazione di una Chiesa, unti dello Spirito nel quale Gesù si è offerto al Padre, possiamo divenire Tempio consacrato per dedicare a Dio la nostra vita sugli altari della nostra storia. Il matrimonio, il fidanzamento, il lavoro, le amicizie, lo studio, posiamo vivere tutto come un'eucarestia dove offrirci con Lui e prendere su di noi il peccato degli altri. Nella Chiesa, infatti, anche la nostra vita sarà oggi il Corpo benedetto di Cristo dedicato a Dio che si offre come barriera a raccogliere i flagelli destinati a questa generazione, a chi è accanto a noi. In ogni evento che ci strappa la certezza del denaro, del lavoro, degli affetti, si nasconde il flagello geloso di Dio con il quale Gesù oggi da un lato ci purifica, e dall'altro lacera il nostro corpo perché il mondo abbia accesso a Cristo. 
Dedicati a Dio sin dal seno materno siamo chiamati a vivere in pienezza il mistero che dedica a Dio ogni uomo, anche il più lontano, perduto, dedicato al demonio e alle sue menzogne.

Le ultime OMELIE (BLOG VARI)

LITURGIA della 32° DOMENICA DEL T.O. C



Commento di don Fabio Rosini
Lectio di J.M. Garcia
Lectio dell'Abbazia di Pulsano
Commento dei Padri

Omelie 10 novembre 2013 XXXII Tempo Ordinario


  1. Angelo Casati
  2. Antonio Savone    
  3. Claudio Doglio 
  4. Giovanni Nicolini 

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