Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

venerdì 15 giugno 2012

Ultimo agg.to Lectio Quotidiana del Vangelo di Luca

 il vincolo di unità e di pace per tutti noi!


Famiglie della Visitazione - Vangelo-di-Luca
 di <> Don Giovanni Nicolini

Lectio Quotidiana – Lc 1,8-25

Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, 9gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. 10Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. 11Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. 12Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. 13Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. 14Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, 15perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre 16e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. 17Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». 18Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». 19L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. 20Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».21Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. 22Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.23Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. 24Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25«Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».
 

LeggiAmo insieme
 la Scrittura
Giorno per Giorno

 COMMENTO DI GIOVANNI.
 Nella persona e nella vicenda di Zaccaria si raccolgono tutta la storia, la profezia, il culto, l’elezione divina, la fede, il dubbio…del Popolo di Dio della Prima Alleanza. Ritorno a quei primi  vers.1-4 di questo capitolo del Vangelo per chiedermi perché e in che modo il nostro testo, unito a quello di ieri, entra nel Vangelo di Luca. Perché dunque, ordinando tutto il materiale cercato e trovato, Luca abbia inserito questo episodio nella sua memoria evangelica. Me ne dò due motivi. Il primo è che senza l’Antico Testamento non si dà il nuovo. E bisogna dire che la parola che ieri e oggi ci è donata è rigorosamente “veterotestamentaria”: siamo nel Tempio di Gerusalemme, e dunque nel “cuore” della celebrazione della fede di Israele. Nell’Angelo del Signore, nelle sue parole, nel suo annuncio…si manifesta tutta la tradizione profetica. Nella richiesta di un segno e nella sanzione per il dubbio di Zaccaria ecco il mistero, il dono, e il travaglio della fede. Mi sembra dunque che la Parola che oggi riceviamo dalla bontà di Dio intenda affermare con assoluta determinazione che la Prima Alleanza è il grembo della Seconda. Il secondo motivo della presenza di questo testo sta nel fatto che Dio vuole portare tutta la storia della salvezza verso l’annuncio che lo stesso Angelo porterà alla Vergine di Nazaret. Continuità e radicale novità. Immersione totale di Dio nella storia del suo Popolo, e preludio di una vicenda nella quale l’antico tempio e l’antico culto, l’attesa e la profezia di Israele, tutto si compirà in un orizzonte dove l’umanità stessa, in Maria, sarà in pienezza tutto quello che Israele è stato – e in certo modo continua ad essere – nella creazione e nella storia dell’intera umanità. La stessa sanzione data all’incredulità di Zaccaria, non è forse solo una sanzione. Forse è anche un “silenzio” che genererà la Parola nuova. Penso dunque che il Vangelo ci voglia consegnare la meravigliosa armonia tra i due Testamenti. Armonia per la quale il Nuovo illumina l’Antico, e l’Antico illumina il nuovo. Non possiamo oggi esaurire tutto il senso di questo cammino. Se il Signore lo vorrà, troveremo proprio nella casa di Zaccaria e di Elisabetta il segno dello “stacco” tra le due Alleanze, quando si tratterà di dare il nome al bambino che è nato.
 Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni
 Giovanni Nicolini da lefamigliedellavisitazione.it

Grazie e tu sia benedetto.  GiuMa


La 1^ parte della Lectio sul Vangelo di LUCA di questa settimana

14 giugno 2012 – Lc 1,1-4

1 Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo
a noi, 2 come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3 così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4 in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

COMMENTO DI GIOVANNI
 Questo inizio del vangelo secondo Luca è di grande interesse, perché è completamente diverso dalle “partenze” degli altri tre Vangeli. Questi solennizzano l’inizio con la citazione esplicita della Persona di  Gesù  e Matteo con la lunga lista dei nomi dell’albero genealogico di Gesù, partendo da Abramo; Marco con il termine “Inizio” (alla lettera “principio”), che in Giovanni è addirittura riferimento alla prima parola della Bibbia: “In principio..”. Luca, invece, si pone come appassionato ricercatore degli “avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi”. Dunque, egli non è un testimone diretto, o, come Marco, persona legata al primissimo annuncio del Vangelo di Gesù. Luca assomiglia molto di più a ciascuno di noi! Indaga accuratamente nella “tradizione” di coloro che “furono testimoni oculari fin da principio, e divennero ministri della Parola”. Mi sembra che anche per noi, entrare oggi nella grande strada del Vangelo secondo Luca voglia dire ripercorrere questo stesso cammino. E mi sembra che anche noi, tutti insieme, ma anche ciascuno di noi, non avremo una pura ricezione passiva del testo evangelico di Luca, ma, attraverso esso, coglieremo non una storia finita, ma un avvenimento vivo, che in ciascuno di noi avrà risonanze diverse, attenzioni e sottolineature particolari…fino a che si dovrà concludere che in certo senso il Vangelo secondo Luca ci porterà ad un’esperienza viva, in qualche modo inedita, del Vangelo di Gesù! Tale è infatti questa Parola, che non è un Libro, ma un Vivente, che incessantemente genera in ogni generazione cristiana una luce sempre nuova e sempre ulteriore sulla Persona e sulla vicenda di Gesù. Una sua assoluta attualità, anzi una sua potenza profetica che mostrerà ancora una volta quanto i tempi e le nostre persone siano “in ritardo” rispetto alla Parola evangelica, e quanto questa Parola abbia una sua infinita potenza creativa oggi! E può darsi, infine che questo nostro grande viaggio nel Vangelo di Luca – un viaggio di sei mesi! – abbia anche una sua dedica, un suo riferimento a qualcuno, a un “Teofilo” (questo nome significa “amico di Dio”), cui desideriamo comunicare qualche perla di quello che ogni giorno ascolteremo e pregheremo.
 Dunque, buona viaggio a ciascuno e a tutti. Dio vi benedica. E voi beneditemi.
 Vostro. Giovanni.

Le altre Lectio  di questa settimana.


La 2^ Parte del Vangelo di Luca

del 14 giugno 2012 – Lc 1,5-7 5

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta.6Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. 7Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.

 COMMENTO DI GIOVANNI

 L’ambiente famigliare di Giovanni Battista ci offre un’immagine preziosa del Popolo di Dio della Prima Alleanza, profezia e preparazione – e attesa! -  del Messia del Signore. E’ quell’Israele fedele, così diverso da quello che conosciamo dall’ambiente ufficiale e dalle classi dominanti del popolo. Le bibbie tendono a “categorizzare” nelle loro note questa parte del popolo del Signore qualificandolo come “i poveri del Signore”. A me sembra che in ogni modo, appartenenti o no ad una categoria definita di Israele, le figure che incontriamo in questi primi capitoli rappresentino profondamente la vera “anima” del popolo di Dio. Sono i genuini figli di Israele che attendono e riconoscono il Messia. La povertà è elemento essenziale della fede stessa! Così veniamo a incontrare un sacerdozio molto luminoso e puro, legato alla tradizione profonda della storia della salvezza. Qui sacerdozio e profezia non sono in contradizione, come invece vedremo  intorno e dentro il tempio. In questi personaggi e in altri che incontreremo Israele è presentato nello splendore della sua fedeltà. Il ver.6 esprime questa luminosa fedeltà, che rappresenta appunto la condizione profonda del popolo dei “giusti davanti a Dio”, osservanti irreprensibili (si può qui pensare ad un termine che voglia enfatizzare l’innocenza!) di “tutte le leggi e prescrizioni del Signore”. La nostra attuale traduzione corregge la precedente al ver.7, e non inserisce un “ma” che non esiste nel testo originale, e che pone la mancanza di figli come una condizione di speciale privazione. Invece, la sterilità e la vecchiaia caratterizzano molto sovente la storia di Israele, che non vive secondo leggi puramente naturali, ma sempre tutto nel dono di Dio, che dona quello che la natura e il tempo non saprebbero realizzare. E, soprattutto, Israele, come dicevamo, è essenzialmente “povero”, e tutto riceve dalla bontà e dall’amore di Dio. Tale povertà caratterizza anche la vicenda cristiana, che certamente è tutta illuminata dal dono del Signore, che è Gesù, ma che proprio per questo vive e testimonia la povertà della condizione umana che Dio ama fino alla Pasqua di Gesù! Così, possiamo oggi cogliere con gioia commossa come questa umile vicenda dei genitori del Battista sia descrittiva non solo di una condizione di non pienezza, ma anche dell’incontro sempre più forte tra la miseria dell’uomo e la bontà di Dio.


Proclamare la Parola
pagine sul Ministero del Lettore nella Chiesa Cattolica

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