Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

sabato 15 giugno 2013

Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!»


XI Domenica del Tempo Ordinario. Anno C






Le lacrime non hanno forse lavato la prostituta da tutte le sue impurità, 
non hanno forse permesso a mani impure 
di toccare non solo i piedi ma anche il capo del Signore? 
Non hanno forse permesso all’apostolo che ha rinnegato 
non soltanto di non morire dopo la sua colpa, 
ma pure di ottenere la supremazia su tutti i senatori della corte celeste? 
Sì, esse purificano l’anima dalle macchie del peccato 
e riconfermano nella preghiera il cuore dubbioso. 
Trasformano la tristezza in gioia 
e, sgorgando dai nostri occhi di carne, 
ci orientano alla speranza del cielo. 
Le lacrime danno alla preghiera le ali, 
ed essa vola d'un balzo fino al cuore di Dio.


San Giovanni Climaco










Dal Vangelo secondo Luca 7, 36 - 8, 3 


In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».] In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.




Il commento


Due persone sono di fronte a Gesù: nell'incontro con Lui vengono svelati i loro cuori. Un uomo con un nome e un titolo, Simone, eppure grigio e anonimo, fariseo attento alle apparenze; e una donna, senza nome eppure conosciutissima, perché "una peccatrice di quella città". Entrambi debitori, l'uno inconsapevole, l'altra profondamente cosciente, entrambi senza nulla per rifondere il debito. Con loro, in questa domenica, anche noi siamo di fronte a Gesù; Egli "ha qualcosa da dire" a ciascuno, per far luce sul nostro intimo e annunciarci la Buona Notizia. Le parole dirette a Simone ci scrutano e interrogano con amore, quelle offerte alla donna ci consolano con misericordia. 


Che cosa è l'amore? Esso risplende nei gesti ancor prima che nelle parole. E' il frutto maturo che spande il suo "profumo" da dove non ce lo aspetteremo, dall'umiliazione del cuore contrito dei peccatori. L’amore è la pura gratitudine per sentirsi accolti e perdonati. Di nessun altro Gesù ha mostrato l'amore come esempio, se non quello di questa donna.


Innanzi tutto l’amore “sa” dove si trova Gesù. Come la donna che aveva “saputo” che Gesù era lì. Per amare, il cuore deve aver ascoltato l’annuncio che il Regno di Dio è vicino. Possiamo immaginare il cammino della donna identico al nostro: sposa infedele dell'Unico Sposo al quale era stata promessa sin dalla nascita, è attratta dal profumo di Gesù diffuso dall’annuncio del Vangelo, è certa che nella casa di Simone si sarebbe giocata l'ultima carta. I suoi amanti l'avevano lasciata sola, nessuno che l'avesse accolta e riscattata. Ella doveva andare da Gesù, lo imponeva la sua realtà, la attraeva irresistibilmente la sua presenza, la "sua fede" nasceva dalla delusione di ogni altra speranza e di ogni altro amore. 


L’amore sgorga dall’umiliazione, si avvicina "da dietro", sa che non ha diritti; non cerca spazio, non sgomita come spesso facciamo noi quando ci illudiamo di amare facendo e dicendo cose che vorrebbero colpire l'altro per legarlo.


L’amore “piange”, perché è frutto della verità; questa donna ama perché si conosce, immonda e indegna, che il solo toccarla infetta e rende impuri. Ma un dolore acuto le percuote il petto, un'angoscia mortale. Questa donna ha toccato la morte, ora deve toccare la vita. Gli occhi della sua anima guardano Gesù come nessun altro, lo vedono adagiato a mensa e ne intuiscono il destino, il sepolcro nel quale sarebbe stato adagiato, la sua stessa tomba. Come la Maddalena, con l'audacia figlia del perdono, cercando con le lacrime Colui che, solo, la può spalancare, mentre cresceva "la fede" che l'avrebbe "salvata" .


Le lacrime, solcando un viso, svelano sempre la debolezza che l’orgoglio vorrebbe nascondere. Piangendo, la donna si spoglia per accogliere Gesù nella sua intimità. Può farlo, perché dinanzi a lei vi è l'unico di cui non c'è da aver paura, che non esige perché non giudica. Le sue lacrime toccano il cuore di Gesù e, scese sui suoi piedi, li spingono ad entrare nel suo sepolcro per farne il loro talamo nuziale.


L’amore è dono senza riserve, restituisce a Dio ciò che gli appartiene. Per questo la donna “asciuga i piedi di Gesù con i capelli”, il segno della bellezza. Non a caso le suore di clausura si tagliano i capelli, per abbandonare la vanità. La bellezza che la donna aveva venduto ora è consegnata allo Sposo; è tornata a Lui, la "sua fede" è ormai adulta e le "sono perdonati i peccati"; la sua libertà si fa amore e dono, "va in pace” con Gesù e “non pecca più", perché l’antidoto al peccato è l'amore che vince il timore della morte. Ora può “seguirlo” e “servire con i suoi beni”, come le donne “guarite da spiriti cattivi e da infermità” che chiudono il brano.

L'amore autentico, infatti, osa almeno quanto osa il peccato; non è mai mediocre, non si limita alle buone maniere, rompe gli argini, come ha fatto Cristo, amando oltre ogni limite, con tutto se stesso. L'amore autentico appare un centimetro più in là di quello che si deve fare per avere una ricompensa; quando ci si getta nel mare aperto della gratuità; appare disteso ai piedi di Gesù e non nel cortese invito a cena interessato e curioso di Simone.


Lui obbedisce alle regole non scritte del religiosamente corretto, e, dalla dura corteccia del proprio orgoglio, è sempre pronto a indignarsi e a "dire tra sé" che "gli immorali sono sempre gli altri", in "un certo clericalismo di ritorno intento solo a «regolarizzare» le vite delle persone, pronto a condannare, invece che ad accogliere" (Papa Francesco). Giudica appoggiandosi sulla propria presunta conoscenza delle Scritture. Simone, tu ed io, tanto superbo da non comprendere Gesù e di essere, come la peccatrice, debitore di cinquecento denari, un’infinità. Ma il Signore non ci lascia nella cecità e ci invita a "vedere questa donna" che è entrata con Lui a casa nostra, immagine della Chiesa che attualizza nella storia ciò che ha fatto Gesù, quando, inginocchiato, ha lavato i piedi degli apostoli: “sapete che cosa ho fatto?” Vi ho amato "sino alla fine". Fattosi peccato, "ha molto amato" piangendo le nostre infedeltà, pagando per noi il debito che non eravamo in grado di saldare. Guardando la Chiesa e accogliendo il suo annuncio possiamo imparare ad "amare molto" sperimentando, come la donna, l’amore infinito di Cristo che tutto e sempre "perdona".







Pubblicato da Antonello Iapicca

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