Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

lunedì 29 dicembre 2014

cambiare-metodo-condividere-il-mistero «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli:...

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29 dicembre 2014 - Cristo Re - XXXIV Convegno Caritas - Una bella sorpresa, per me, rivedere ed ascoltare Don Gigi Verdi, fondatore e animatore di Fraternità di Romena. Il suo parlare è schietto semplice e profondo. Talvolta scarnificante come sanno esserlo i buoni "toscani". I suoi non sono "buoni consigli" per mettere in pace la nostra coscienza, sono delle scudisciate che partono dal profondo del cuore per spingerci a non avere paura di incontrare l'altro. Non solo quando si fa il volontariato, ma nella vita di tutti i giorni. L'icona meravigliosa della persona che è capace di tramutare i propri difetti in virtù, per porle a servizio degli altri. "Ascoltate le sue parole per comprendere la 'genialità del Creatore Dio Padre, del Salvatore Gesù Cristo dello Spirito Santo Amore - "Canto Benedici"
 http://www.lucamauceri.com/Romena_disco.html


 http://www.romena.it/images/stories/FOTO/musica/Romena_Canti/BENEDICI.pdf

 

29 dicembre




Simeone, l'ascolto che vede la salvezza



Un' attesa colmata. Una speranza esaudita. Una vita compiuta. Il Bambino nato a Betlemme è ora tra le braccia di chi lo aveva ardentemente desiderato vedere. Vedere la salvezza, ecco la Buona Notizia di oggi. Gli occhi di Simeone hanno visto e ora egli non desidera più nulla. E' un uomo realizzato, la sua vita ha raggiunto lo zenit, è ormai alle porte del Paradiso. Vedere la salvezza è il segreto d'una vita veramente vissuta, realizzata, compiuta: "I pastori si dicono l’un l’altro il motivo per cui si mettono in cammino: “Vediamo questo avvenimento”. Letteralmente il testo greco dice: “Vediamo questa Parola, che lì è accaduta”. Sì, tale è la novità di questa notte: la Parola può essere guardata. Poiché si è fatta carne. Dio viene a noi come uomo, affinché noi diventiamo veramente umani" (Benedetto XVI). Coraggio allora, non abbiamo più bisogno di immaginare la felicità. Basta perdere tempo a disegnare immagini di Dio strozzate nell'idolatria. Vi è per noi una Parola da vedere, un'annuncio che si fa carne e storia e si rende visibile. Ascoltare e vedere sono l'inizio e il compimento della nostra vita, ogni giorno. Come fu per Maria e per Simeone, il cui nome ci mostra il cammino preparato dal Signore. Simeone traduce "Shime'on", ed è tratto da "sh'ma", che significa ascoltare. Simeone è colui che vede per aver ascoltatoLo Spirito Santo lo muove a seguire le tracce del compimento della Parola ascoltata per tutta la vita vita. Gli assicurava che non sarebbe morto senza averlo visto incarnato nel Messia. E così è stato, quando ha ha abbracciato nel Bambino accompagnato da Maria e Giuseppe. In quel momento si compiva anche la sua vita: ora poteva chiudere gli occhi della carne ormai congiunti a quelli della fede. Ora questa poteva lasciare il passo alla contemplazione eterna. In Simeone è disegnata la nostra stessa vita. L'ascolto della Parola ci ha messo in cammino, lo Spirito Santo ha mosso i nostri passi. Viviamo con una speranza racchiusa nel cuore. Tutto di noi aspira e tende ad una visione, l'unica che può illuminare e dare senso e compimento alle nostre esistenze. Anche se la tenda d'argilla appesantisce i nostri giorni e crediamo di desiderare altre cose, non è così. Lo aveva ben compreso Agostino quando scriveva che "Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposi in Te". Simeone può riposare perché quel Bambino offertogli da sua Madre lo aveva accolto nel suo amore infinito: abbracciandolo si era sentito abbracciato. Così per ciascuno di noi. La Vergine Maria ce lo offre nella Chiesa perché Egli ci accolga nella sua vita. Vedere oggi Dio è possibile nella Chiesa, il nuovo Tempio preparato per noi: ascoltando la predicazione lo vedremo vivo nel suo compimento. Non senza il dolore di una spada perché la Croce non ci lascerà; ma i nostri occhi che hanno visto la salvezza sapranno riconoscere proprio nella Croce l'unico cammino per raggiungerla, quello che ha percorso Gesù per consegnarcela.



L'ANNUNCIO


Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori»

 (Dal Vangelo secondo Luca 2, 22-35


 









APPROFONDIMENTI






αποφθεγμα Apoftegma






Simeone Provava così e testimoniava 
che davvero la pace di Dio appartiene ai suoi servitori, 
che essi gioiscono per la dolcezza della pace e della libertà quando, 
sottratti ai tormenti del mondo, 
raggiungono il rifugio e la sicurezza eterni... 
Solo allora l'anima trova la vera pace, 
il riposo completo, 
la sicurezza che non finisce mai.

San Cipriano

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