Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

lunedì 2 settembre 2013

PERCHÉ CREDONO

CREDERE ...credere ...

rosa
IO CREDO, PER CARITÀ, NON C’È CHE DIRE. ANZI, IL CREDO È UNA DELLE MIE PREGHIERE PREFERITE, IN CHIESA MI SPOLMONO A PROCLAMARLO, E PRESTO DIVENTERÒ UNA DI QUELLE VECCHIETTE CHE RIMANGONO INDIETRO DI VARI SECONDI, E VANNO PER CONTO LORO SEMPRE A VOCE UN PO’ TROPPO ALTA. MA LA MIA FEDE FIERAMENTE DECLAMATA REGGEREBBE A QUALSIASI COLPO?
CONOSCO UNA FAMIGLIA CHE SA COSA SIA DAVVERO CREDERE. HANNO UN BAMBINO CHE SOFFRE DI LEUCEMIA DA QUANDO AVEVA TRE ANNI. UN PRIMO TRAPIANTO, ANDATO BENE, UNA RICADUTA. UN SECONDO TRAPIANTO, CON UN’ALTRA TECNICA, ANDATO MIRACOLOSAMENTE BENE. POI DI NUOVO UNA RICADUTA, UN RICOVERO IN UN OSPEDALE LONTANO, LA DIFFICOLTÀ DI GESTIRE I DUE FRATELLINI CHE NEL FRATTEMPO I CORAGGIOSI GENITORI HANNO AVUTO, RIMANENDO APERTI ALLA VITA. ADESSO IL TERZO INTERVENTO (E SPERIAMO IL MIRACOLO DEFINITIVO: LO STIAMO CHIEDENDO A GIOVANNI PAOLO II).
NON HO MAI SENTITO UN’IMPRECAZIONE CHE SIA UNA DA PARTE DI QUESTI GENITORI, MAI UN “PERCHÉ A ME”, MAI UN “MA PERCHÉ DIO PERMETTE QUESTO?”, MAI UN “ALLORA LE PREGHIERE NON SERVONO A NULLA”. IO CHE VADO NEL PANICO PER OGNI DOLORETTO ALLO STINCO DEI MIEI FIGLI (ERA LA BOTTA DATA IN SCIVOLATA ALL’ALBERO DI LIMONI), PER OGNI MAL DI GOLA (PROBABILMENTE IL BAGNO IN PISCINA E L’ARIA CONDIZIONATA IN MACCHINA): “SARANNO I LINFONODI INGROSSATI? QUANTI GIORNI DI VITA GLI RESTERANNO?”
LA CROCE – CHE COMUNQUE È SEMPRE PROVVISORIA – INSEGNA ALL’UOMO LA SUA REALTÀ, CIOÈ CHE SIAMO PICCOLI, IMPOTENTI, DEBOLI, NON IN GRADO DI CONTROLLARE PRATICAMENTE NULLA DELLA NOSTRA VITA. QUESTA È LA VERITÀ. FORSE ORA MENTRE SCRIVO È GIÀ PARTITO L’EMBOLO CHE MI PORTERÀ ALLA MORTE (NEL CASO CHE L’ARTICOLO ESCA POSTUMO, SAPPIATE CHE AMO MOLTO I MUGHETTI, CONFIDO DI RICEVERNE DA QUALCUNO UN RAMOSCELLO, DA MORTA, VISTO CHE MIO MARITO NON LI DISTINGUE DAGLI ALTRI FIORI) MENTRE IO MI ILLUDO DI CONTROLLARE TUTTO DELLA MIA VITA E DI QUELLA DEI MIEI CARI. A VOLTE MI VIENE IL DUBBIO CHE IO CONSIDERI DIO UN BEL COMPLEMENTO A UNA VITA CHE PERÒ FONDAMENTALMENTE GESTISCO DI TESTA MIA.
I GENITORI DI QUEL BAMBINO INVECE SONO DIPENDENTI DA DIO COME UN MALATO DALLA BOMBOLA DI OSSIGENO. È QUELLA È LA NOSTRA VERITÀ. LORO SANNO CHE OGNI GIORNO È GRAZIA, CHE I NOSTRI CAPELLI SONO CONTATI DA UN PADRE CHE CI AMA, SANNO CHE SIAMO NATI PER LA VITA ETERNA. PER QUESTO NON IMPAZZISCONO, PER QUESTO SORRIDONO. PERCHÉ CREDONO.
FONTE: CREDERE

ITE, MISSA EST  " CREDERE "


Sebbene, si sa, una mamma non vada mai in ferie, e anzi, di solito abbia bisogno di una vacanza, dopo, per riprendersi dalla vacanza, può anche capitare di trovare qualche minuto per leggere. Se poi il libro è la storia di Chiara Corbella Petrillo, Siamo nati e non moriremo più, i minuti volano e può capitare di passare la notte in bianco, avvinti dalla storia di questa donna meravigliosa, e del suo coraggioso marito. I loro amici, Simone Troisi e Cristiana Paccini raccontano la storia di Chiara – Credere ne ha già parlato – raccogliendo, proprio come fecero i primi testimoni di Gesù, quello che hanno visto e toccato con mano. 

C’è qualcosa che mi ha colpita più ancora dell’incredibile avventura di due genitori che accolgono due figli malati, uno dopo l’altro, e li accompagnano con amore nelle loro poche ore di vita. Più ancora della decisione di non danneggiare il terzo bambino, sano, che Chiara si trova in pancia quando scopre di avere un tumore. Più ancora della tenacia con cui la mamma si è curata e ha affrontato il dolore, nel primo anno del bambino. Più del racconto della morte accolta col sorriso, e della forza con cui il marito va avanti da solo senza perdere la fede.
Più di tutto, in questo libro prezioso, mi ha colpito il racconto del tormentato fidanzamento, quando i due ragazzi superano le difficoltà che fino ad allora li hanno fatti litigare, prendersi e lasciarsi, comprendendo la cosa più importante: «Se riconosci – dice Enrico – che solo in Dio puoi amare, devi amare Dio più di tua moglie, più di tuo marito. Se cerchi la consolazione nell’amore di una persona che ti sta vicino, stai prendendo una strada sbagliata. Perché la consolazione te la deve dare solo il Signore». Arrivare a capire una cosa così grande, prima ancora di sposarsi! Che meraviglia! Non mi stupisce che il Signore li abbia scelti, Chiara ed Enrico, per essere un segno profetico del vero Matrimonio cristiano. Qualcosa che fa impallidire l’amore romantico e tutto emotivo che va per la maggiore oggi.
Di Costanza Miriano


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I giornali lo chiamavano “il baby Vallanzasca”. A 15 anni ha alle spalle un lungo elenco di reati. Rinchiuso nel carcere minorile Beccaria chiede ai cappellani di essere battezzato. L’inizio di un (difficile) cammino di crescita.

vita dietro le sbarre - Alcune immagini della vita quotidiana nel carcere minorile Beccaria di Milano
Vita dietro le sbarre - Alcune immagini della vita quotidiana nel carcere minorile Beccaria di Milano
 (Foto Stefano Pavesi).
 


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