Santa Maria,

Santa Maria,
...donna del primo sguardo, donaci la grazia dello stupore.

domenica 18 gennaio 2015

Convegno di Milano “Difendere la famiglia per difendere la comunità”

Per la famiglia si paga prezzo
DI ADMIN
di Mario Adinolfi  per La CroceE’ stata una festa, prima di tutto una festa. Migliaia di persone, tre sale piene all’inverosimile in Regione Lombardia, con ottocento amici che non sono riusciti a entrare e per loro qui sulle pagine di lacrocequotidiano.itabbiamo subito approntato uno streaming video con un liveblogging condotto dal nostro prezioso Lorenzo Ciampoli. E’ stata la festa dello stare insieme, dell’incontrarci e abbracciarci per darci forza l’un l’altro e dirci: non siamo soli. Non siamo soli nella difesa della famiglia naturale, non siamo soli nel voler prima di tutto tutelare i piccoli, i figli, gli indifesi. 
QUI IL VIDEO DELL’INCONTRO – maria.tv  
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Sul sito di Radio Radicale è possibile ascoltare o anche scaricare il file audio del convegno

lacrocequotidiano.it

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sempre sul blog di Costanza Miriano
La gente col cuore pieno di malizia, soprattutto i giornalisti, ieri hanno visto un ragazzo che – poverino – sale sul palco ma viene cacciato. Io ho visto un ragazzo mandato da qualcuno (e sappiamo da chi) senza nessun titolo per parlare, mandato disonestamente a fare una domanda che non c’entrava niente con nulla che si era detto prima, una domanda che non aveva diritto di fare togliere la parola a Padre Maurizio Botta. Un usurpatore irrispettoso delle regole base della democrazia. Ho visto un leone farsi agnello, un sacerdote grosso il doppio del ragazzino che poteva spazzarlo via con una manata, un sacerdote seguito da migliaia di giovani, che stava sul palco a pieno diritto, con il credito che gli viene da una testimonianza di vita vissuta e spesa per gli altri, un uomo che si è fatto mille chilometri di treno per farsi togliere la parola da qualcuno che non ne aveva nessun diritto. Un uomo vero e onesto e leale contro persone disoneste. Un uomo per cui della gente ha attraversato l’Italia, un uomo che ha accettato di tacere quando gli è stata tolta la parola, e un ragazzino che protestava perché questa parola la voleva a tutti i costi pur per dire cose che non c’entravano niente, irrispettoso del lavoro e del sacrificio che tutti noi stiamo facendo senza guadagnarci niente di niente (solo punti paradiso, e ti paresse poco). Invito il ragazzino e i suoi amichetti a farsi il loro convegno. Noi non ce li fileremo e non li andremo a disturbare sul palco. Solo, vorrei vedere se anche per lui qualcuno attraverserà l’Italia, starà tre ore al freddo milanese perché non è riuscito a entrare, solo per abbracciare gli amici e guardarli negli occhi senza vergogna.
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